E’ La Vita di Adele la pellicola vincitrice della Palma d’Oro di questa 66° edizione di Cannes. Il regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche racconta dell’omosessualità tra due giovani donne interpretate da Lea Seydoux e Adele Exarchopoulos.

E mentre a Parigi continua a imperversare la polemica tra coloro che appoggiano la nuova legge sui matrimoni gay e coloro che invece manifestano contro in piazza, la lettura politica del premio è inevitabile.

Il Presidente di giuria, Steven Spielberg, insieme alla squadra dei giurati rifiuta con fermezza il punto di vista polemico: “Come sapete le protagoniste del film non si sposano, ma non voglio raccontare troppi dettagli e rovinare la storia a chi non ha ancora visto il film, comunque la politica non c’entra, non è un riconoscimento politico bensì artistico” spiega Spielberg.

Per me il film racconta magnificamente il modo in cui si evolve la storia d’amore tra due persone. Kechiche le segue nel loro percorso, osservando da vicino le protagoniste e il modo con cui si muovono nel mondo che le circonda. L’attualità non c’entra“, ribadisce Spielberg.

Ci si pone anche domande sulla possibilità di censura a causa di alcune scene di sesso piuttosto esplicite, ma anche qui il Presidente ha la risposta più che pronta: “E’ una bellissima storia d’amore. Nel decidere il verdetto non abbiamo pensato a questo tipo di questioni, credo, invece, che, negli Stati Uniti, l’opera avrà grande successo“.