In origine La Torre Nera, definita magnum opus di Stephen King, era una serie di otto romanzi fantasy ambientati in mondi paralleli, compreso il nostro, tutti tenuti insieme dalla potenza di una torre fantomatica. Poi è diventata una serie di graphic novel supervisionate dallo stesso King. Ora invece viene trasposta sul grande schermo contraendone le articolatissime trame in un film di un’ora e mezza. A dare il volto al pistolero Idris Elba, mentre lo spietato uomo in nero lo interpreta Matthew McConaughey. Il loro scontro, metafora di quello eterno tra bene e male, si svolge attraverso vari mondi sotto gli occhi di un ragazzo dotato di alcuni fortissimi poteri telepatici. Forse il vero protagonista: Tom Taylor.

Dopo l’exploit del suo Royal Affair in lizza per l’Oscar, il regista e sceneggiatore Nikolaj Arcel ha gestito il progetto accompagnato nella produzione da un certo Ron Howard, che era il regista designato prima che il film passasse dalla Universal alla Warner. Sta di fatto che uno che gira con classe film in costume in stile James Ivory non è detto sia l’uomo giusto per prendere in mano, in toto, il primo capitolo di un possibile franchise fantasy imbevuto di action e con alte ambizioni qualitative ed economiche. Il lavoro non presenta grandi guizzi di spettacolarità e gli ingredienti forniti da King potevano fruttare di più e meglio. La compressione attuata nella sceneggiatura muta diverse cose dai romanzi, in primis la durezza del pistolero. Senza nulla togliere al resto del cast, e soprattutto alla mano ferma di Elba (metaforicamente e non), per fortuna c’è McConaughey che dimostra, al solito, di essere un grande attore diventando luciferino. Gote lucide e una plasticità facciale tagliente come un’ascia rendono piena giustizia al suo personaggio, pur con i dovuti freni nei quali incappa lo script.

Un peccato recensirlo così. Peccato che La Torre Nera sia finita come un prodotto cinematografico estivo da mangiatoia bassa. Si propone nuovo aspirante blockbuster stagionale dopo Spider-Man: Homecoming, ma visti anche i tanti ostacoli affrontati in una lunga e affannosa produzione, che hanno lasciato evidenti segni, come alcuni passaggi un po’ pasticciati e diversi momenti opachi la riuscita non ha colto nel segno. Un vero peccato, perché quegli otto romanzi meritavano una progettualità strutturale alla Harry Potter. Si attraversano portali, si spara chiamando in causa il West e il disaster movie da fine del mondo imminente, ma le grandi emozioni latitano. E l’effetto porta già placidamente a medie suggestioni televisive. Esce in Italia il 10 agosto, in Usa invece il 4. E sono già in molti a temere silenziosamente un doloroso flop. Al pubblico l’ardua sentenza.