La scomparsa di Anna Marchesini, morta a 62 anni dopo aver combattuto a lungo contro l’artrite reumatoide. ha lasciato un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e non solo. La figlia Virginia Valente Marchesini ha voluto ricordare la mamma raccogliendo una selezione di poesie inedite scritte dalla grande attrice per pubblicarle in un romanzo postumo intitolato “È arrivato l’arrotino”.

A corredo dei versi, Virginia ha scritto di suo pugno una lettera d’addio dedicata alla mamma, poi ripresa dalla rubrica femminile del Corriere della Sera “La ventisettesima ora”:

“Eccoci qua, poeta! A scriverti, le righe parlano e raccontano chi sei, forse era tutta una vita che aspettavi il senso vero di quel qualcosa che sapeva di fiori e di glicine misto a profumo di rosa e di natura umana, quella vera, e di sensazioni più intime, e di immediata bellezza e di gioiosa immensità. Io mi ricordo bene quando tu lavoravi e stavi dietro ai miei vissuti di emotività e di ansia, e di quel vivere noioso e quotidiano; di quel qualcosa di vero, di quell’immaginario silenzio che il poeta era in grado di udire e di sentire; erano tutti in silenzio ad applaudirti e tu con il senso di una persona fragile e notturna, che rifletteva in una piccola barca di eterno temporale“.

La figlia si lascia, così, andare a ricordi dolci elogiando la missione di cui si faceva portabandiera la madre:

“Il senso della tua vita era quello di onorare i giovani e di istruirli e di ‘educarli all’arte’ di andare da soli e in autonomia come me, anche se non ti ascoltavo. Stare in mezzo agli altri, mamma, era la cosa che ti piaceva di più, e creare un dialogo con loro, anche solo con un semplice ‘benvenuto’ o ‘buongiorno’, era la tua situazione ideale, anche solo per vedere una lacrima scendere dagli occhi dei tuoi fan o una risata durante i tuoi spettacoli”.

Virginia conclude la lettera con parole commoventi, salutando per l’ultima volta quella madre che le ha insegnato tanto:

“Mamma, ricordati che le cose belle sono nella vita semplice e nelle piccole e grandi sconfitte, quelle piccole vittorie che tu o noi ci prendevamo erano vittorie contro un mondo assurdo e banale che stava sempre a vedere le apparenze e mai il dettaglio o la sostanza delle cose. Mamma, mi manchi e sarai sempre nei miei pensieri più intimi, cercherò i tuoi occhi in qualsiasi altro sguardo umano, ti ricordo e ti ripenso nelle nostre cene a letto e nei nostri abbracci notturni. Ti stringe forte tua figlia, quella ragazza che hai allevato e che sempre rimarrà tua“.