Lo Studio Ghibli è una garanzia. Quando il film si apre con il faccione di Totoro, logo della casa, ci si sente in una zona di conforto. Di qualunque stile si tratti, qualunque sia il regista coinvolto nel progetto, ci si sente trasportati in un magnifico universo, sognante, ironico e delicatamente umano. La ricompensa del gatto è parte proprio di quel mondo. Spin off de I sospiri del mio cuore mostra il difficile momento della crescita, così come Kiki – Consegne a domicilio, in cui aveva lavorato l’animatore Hiroyuki Morita che qui firma invece la regia.

Accettare le difficoltà, domare l’ansia e trovare la propria strada, le tematiche possono essere così riassunte, ma poi c’è molto altro, c’è la magia, l’intangibile universo parallelo che diventa concreto se ci si lascia guidare da gatti parlanti e corvi insolenti. Per questo il film può essere letto sia dagli adulti che dai più piccoli, che sicuramente rideranno dell’ingordo Muta, gatto bianco dalle enormi dimensioni, e si lasceranno affascinare dal carismatico Baron Humbert von Gikkingen. In mezzo a loro Haru, una ragazzina in piena crisi adolescenziale, vera nelle sue insicurezze e nelle sue goffaggini.

Naturalmente finiamo per fare il tifo per lei, specchio delle nostre stesse insicurezze, e con lei ci facciamo trasportare nel Paese dei gatti, umanizzati nelle fattezze e pieni di pregi e di difetti tutti terreni. L’atmosfera è forse meno onirica ed affascinante di quella che ci regala di solito Miyazaki, ma il film ha un bel ritmo, i personaggi sono tutti perfetti e la resa grafica è ottima. Nonostante il film sia del 2002 non si sente alcun tipo di vecchiaia. Il suo è uno stile senza tempo, che non ha bisogno di effetti troppo elaborati, di chiasso, musica alta e mirabolanti sequenze che presuppongono l’utilizzo di occhialetti 3D.

Come per tutte le opere dello Studio Ghibli si avverte un fascino senza tempo, riflesso di una cultura giapponese che, nonostante la modernità e la tecnologia a tratti estrema, ripensa sempre alle sue origini e le espone con grazia. Anni e anni di cartoni animati giapponesi trasmessi in televisione non ci rendono estraneo quel mondo e ritroviamo con un sorriso gli inchini, il pudore, i tatami e i piedi scalzi, sentendoci stranamente a casa.

Dopo la proiezione del film durante il Future Film Festival del 2005 quella dell’uscita del 9 e 10 febbraio, grazie a Lucky Red, sarà l’occasione per vedere su grande schermo l’opera.