Continuano a farsi guerra Marcella Bella e Donatella Rettore. La polemica era nata giorni fa quando Marcella aveva criticato con toni duri la sua collega durante in un’intervista nella trasmissione radiofonica “I  Radioattivi” su Radio Club 91:

“Donatella Rettore era invidiosa di me perché era una pertica di 1,80 e con i tacchi sembrava un travesta, una bionda secca secca con i labbroni a canotto. Mi criticava per il mio abbigliamento e i tacchi alti, salvo poi presentarsi da angelo con le ali a Sanremo. È pazza, anche quando dà addosso a Vasco Rossi: ogni giorno si sveglia e deve parlare male di qualcuno“.

A controbattere in questi giorni ci aveva pensato subito Luxuria che, tirata indirettamente in causa, aveva difeso la Rettore ai microfoni della stessa trasmissione:

“Tifo per Rettore, i suoi look hanno fatto la storia. Perché Marcella Bella deve usare il termine travesta per offendere? Oggi ci sono più donne che imitano le trans che viceversa, quindi non capisco e poi mi è sembrato una scivolata da parte della Bella. Mi dispiace che due grandi interpreti della musica italiana si debbano perdere per queste cose, neppure ai quartieri spagnoli succede. Va a finire che Donatella Rettore e Marcella Bella resteranno con le extension in mano. Spero che non si incontrino perché c’è dell’acredine e dell’acrilico. Che tra le due non ci fosse un buon rapporto è risaputo storicamente: qualcuno sospetta perché il cobra della Rettore ha ingoiato il coniglio dal muso nero di Marcella Bella. Fatto sta che sentire due donne della musica che si criticano sul look è assurdo”.

Non è tardata ad arrivare neanche la risposta della stessa Donatella che, in queste ultime ore, ha detto la sua al settimanale “Nuovo“, anticipando che agirà per vie legali:

“Si tratta di una diffamazione. Andrò dal mio avvocato penalista, che le cause le vince tutte. Non ne sapevo nulla, ma a Marcella non conviene continuare. Se ha qualcosa da perdere, la perderà! Gli artisti non devono fare pettegolezzi. Una critica deve essere su quello che scrivi o canti, non su quello che sei, perché si tratta di scelte personali”.