Carlo Lucarelli ritorna in Rai con una nuova fiction in sei puntate, La porta rossa, in cui vengono messi da parte gli abituali delitti tipici dello scrittore per esplorare il tema della vita dopo la morte.

La miniserie, che debutterà su Rai 2 il 22 febbraio (e che poi proseguirà il 24 febbraio di venerdì, con l’eccezione del 1 marzo), è interpretata da Lino Guanciale e Gabriella Pession, per la regia di Carmine Elia.

Il protagonista è il commissario di polizia Leonardo Cagliostro, che conosciamo praticamente subito nei panni di un fantasma, come ha spiegato divertito l’attore stesso, in sede di conferenza stampa. “Ho letto il copione e ho scoperto che a pagina 2 morivo. Andando avanti ho capito che sarebbe stata una serie complessa. Sono un razionalista convinto, ma ci ho messo tutto me stesso. Abbiamo trattato Cagliostro come se ci fosse davvero anche se non mi vedeva nessuno”.

La trama infatti prevede che il commissario defunti indaghi sulla sua stessa morte, rinunciando ad abbandonare il mondo terreno per poter salvare la moglie Anna.Il tema del sovrannaturale si fonde con il classico schema da whodunit del giallo – ovvero la ricerca del colpevole del delitto – lasciando intatta la potenza metaforica della vita dopo la morte, anche grazie all’utilizzo di pochi effetti speciali per non guastare la sospensione dell’incredulità dello spettatore.

Gabriella Pesson ha confidato di essersi preparata duramente per la parte, giocata su un registro minimale al posto del classico tono melodrammatico che si nota spesso in tanti prodotti simili della televisione italiana: “È un ruolo molto tenue. In casa, quella mia e di mio marito che è stato ucciso, ho cercato di ricreare un luogo intimo sul set. Abbiamo deciso di non truccarmi, di non pettinarmi… Era importante raccontare un lutto. Questa serie è una discesa agli inferi di questo personaggio. La morte ha azzerato tutto, è un percorso a ritroso“.

Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction, ha sottolineato la scelta di mandare in onda La porta rossa su Rai 2, come già avvenuto per Rocco Schiavone: l’obiettivo è quello di “conquistare un pubblico più giovane e sofisticato. Questa direzione è molto importante per noi. Puntiamo ad una diversificazione rispetto ai prodotti che vanno in onda su Rai 1.”