Anni e anni di battaglie contro la pirateria ed ecco che uno studio rivela invece che si tratta di un fenomeno amico del cinema.

Lo rivela uno studio di un laboratorio di analisi tedesco, l’osservatorio di ricerca GFK che ha monitorato le scelte e i comportamenti di una serie di utenti di un sito di film in streaming (Telepolis).

Si tratta di uno studio al momento “secretato”, i motivi sono immaginabili, dal momento che già la fuga della notizia ha rinvigorito quanti sostengono che per la libertà del web la pirateria non violi alcun tipo di copyright.

Pare infatti che gli utenti di film in streaming utilizzino questo tipo di visualizzazione quasi esclusivamente per avere un’anteprima sui film da vedere o da acquistare in dvd e blu-ray.

L’industria di musica e film ha sempre sostenuto invece che la pirateria fosse il principale (se non unico) motivo della crisi dei fatturati.

Secondo Ifpi (International Federation of Music Phonographic Industry) la pirateria ha danneggiato il mercato mondiale per 500 milioni di dollari nel 2010. In Europa, il danno potrebbe essere di 240 miliardi tra il 2008 e il 2015 e di 1,2 milioni di posti di lavoro perduti.

Il risultato di quest’ultima analisi sembrerebbe quindi sconcertante, anche se, in realtà non si tratta del primo studio che rivela una tendenza di questo tipo: la teoria che vuole i siti di streaming diano una mano all’industria cinematografica è stata sostenuta sotto vari profili.