La Pazza gioia di Paolo Virzì è uno dei film più belli degli ultimi anni e ne abbiamo avuto la conferma al 69° Festival di Cannes, dove è stato presentato Quinzaine des Réalisateurs, ricevendo un caloroso applauso in sala e le critiche positive della stampa internazionale.

Al centro la storia di Beatrice e Donatella (interpretate rispettivamente da Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, entrambe in stadio di grazia), due donne affette da disturbi mentali e in custodia giudiziaria, che si conoscono in una comunità terapeutica, imparano a conoscersi, a volersi bene e decidono di scappare per cercare quella felicità finora negata.

“Io e Francesca Archibugi, quando ci siamo messi a scrivere questo film, abbiamo fatto delle indagini su questo mondo, per capire quale fosse la risposta sanitaria alla malattia mentale. La risposta che abbiamo avuto non è stata per nulla incoraggiante, anzi sconfortante. Per fortuna le cose migliorano quando pubblico e privato uniscono le forze con l’intervento di associazioni che cercano di rendere gli spazi più confortevoli per queste persone”, racconta Paolo Virzì, a Milano con Micaela Ramazzotti in occasione dell’uscita nelle sale. “Pazza gioia non vuole però essere un documentario, ma racconta un tentativo, apparentemente irragionevole, di vivere momenti di gioia anche se in maniera sconclusionata”.

“La prima volta che ho sfogliato la sceneggiatura ho avuto fin da subito la sensazione di leggere un romanzo. È l’effetto che mi fanno sempre la scrittura di Paolo e Francesca”, ci racconta invece Micaela. “Tra l’altro abbiamo girato diverse scene sia all’alba che sul crepuscolo e questo non ha fatto altro che amplificare questa sensazione”.

Mentre sulla follia ci dice: “A Pistoia ho parlato con alcune donne che soffrono di questi disturbi e non ho potuto fare a meno di scoppiare a piangere. È stato veramente toccante, anche perché se ci pensate ognuno di noi ha le proprie ombre e la tendenza è quella di tenerle nascoste, pur soffrendo. Invece, lavorando a questo film, ci siamo pian piano liberati, confidandoci tra di noi e tirando fuori anche le cose che fanno male. È stato liberatorio e ti rendo conto di quanto sia importante avere qualcuno al proprio fianco, soprattutto in alcune fasi della nostra vita, in cui ci troviamo magari in difficoltà”.

Le fa eco Paolo: “La pazzia è qualcosa che riguarda tutti noi e che, in senso positivo, ci aiuta anche a vivere, a lavorare, ad essere creativi. Comunque è vero: l’unica terapia efficace sono le relazioni umane”.

La pazza gioia esce oggi, 17 maggio, in 420 copie e, al momento, pare sia stato richiesto da ben 40 paesi. Un grande successo per il cinema italiano.