Ormai gli zombie hanno invaso i nostri schermi e le nostre vite, da The Walking Dead a War World Z, passando per 28 giorni dopo e Resident Evil. Tuttavia l’origine moderna di questo filone horror va fatta risalire a La notte dei morti viventi di George A. Romero, come sapranno bene tutti gli appassionati.

Nel film datato 1968, girato in bianco e nero e con un budget molto esiguo, veniva formulata per la prima volta l’identità, le caratteristiche e la natura metaforica della minaccia dei morti-in-vita, e molto significativamente il termine “zombie” non compariva in alcun modo.

Sono passati quasi 50 anni, lo stesso padrino Romero è tornato sull’argomento con altri due titoli imprescindibili, Dawn of the Dead e Day of the Dead, per poi preseguire con i meno riusciti Land of the Dead, Diary of the Dead e Survival of the Dead. Il cineasta americano non ha mai nascosto la propria disapprovazione per il successo pop delle sue creature che egli ha sempre concepito come fortemente perturbanti e dalla evidente carica sociale, ma ultimamente pare essersi rassegnato.

A raccoglierne il testimone è apparso allora il figlio Cameron, anch’egli regista (al suo attivo gli indipendenti Radical, Auteur e Staunton Hill). Romero Jr. ha infatti lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo per realizzare Origins: The Next Generation, film per il quale spera di raccogliere 150mila dollari.

L’annuncio è un misto di presunzione e vera passione per la figura dello zombie, di cui Cameron enuncia tutte le qualità essenziali, e di cui al contempo depreca lo snaturamento da parte dell’industria cinematografica promettendo di tornare alla purezza di un tempo. Più nello specifico il regista nel suo film vorrebbe spiegare come sia “nato” quel famoso primo zombie nel cimitero de La notte dei morti viventi.

Origins: The Next Generation, ovviamente prodotto da George A. Romero, è dunque un prequel ambientato all’inizio degli anni ’60, e segue le ricerche del Dr. Ryan Cartwright, uno scienziato che sta studiando un modo per far proseguire la vita anche dopo un’eventuale catastrofe nucleare. Tuttavia le sue ricerche presto prenderanno un’altra piega, trasformandosi nell’arma finale del governo e nella piaga che arriverà a distruggerà l’intera umanità.

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