La marcia Luc Jacquet in Antartide è iniziata nel 2002. Prima una spedizione documentaristica, il fascino del continente australe più estremo e soprattutto quello per i pinguini imperatore. Animali buffi e socievoli nonostante il totale isolamento dal resto del mondo. Ma non dalla natura. La biodiversità scoperta tra i ghiacci portò il filmaker a progettare un documentario difficile, La marcia dei Pinguini. La Disney Nature lo notò attraverso gli occhi di Jean-François Camilleri appoggiandolo nella produzione. L’idea di raccontare il viaggio con le voci di attori famosi e la rete della major lo fece proiettare in tutto il mondo, e le immagini spettacolari entrarono nei cuori degli spettatori di ogni latitudine. Poi nel 2006 la vetta imprevedibile di un Oscar al Miglior documentario. Era il suo primo lungometraggio.

La volpe e la bambina è solo uno dei titoli successivi rimasti impressi nella memoria di grandi e piccini, ma due anni fa Jacquet è tornato tra i ghiacci per portarci una nuova storia sui suoi eroi pennuti. La marcia stavolta è sostenuta dai pulcini che diventeranno adulti. La schiusa mirabolante delle uova, la prima muta del piumaggio, l’orientamento a centinaia di chilometri dai genitori, il rapporto simbiotico di tutta la colonia di migliaia di esemplari che si alternano dai loro piccoli per procacciare il cibo, il primo incontro con il mare. Tutto attraversando il continente più ostico durante la stagione peggiore. Non c’è tempo né riparo per un letargo. E neanche modo, per noi, di non restare stupefatti davanti alle immagini girate in 4K. Le tecnologie di ripresa sono cambiate dalla volta scorsa, così per le viste aeree il supporto dei droni rende i panorami ancora più spettacolari. Ogni dettaglio di questi pennuti e del loro habitat è perfettamente immersivo anche senza 3D, ma il valore aggiunto sono le immagini subacquee.

Per la prima volta due operatori hanno seguito i pinguini nelle acque gelide del mar glaciale antartico, sotto il pack che allunga la terraferma. Alcune delle vedute, essendo capovolte, rendono incredibilmente quel senso di spaesamento e balìa che solo i flutti sanno dare. È lì che il pinguino diventa imperatore. Passetti apparentemente instabili che sembrano una tenera comica, tra i flutti gli uccelli nuotano come siluri. Evoluzioni e ricerca del cibo li portano fino a seicento metri di profondità. Tutto per la sopravvivenza della famiglia. “Si mostrano amichevoli verso di noi, questo è molto raro. Infatti siamo i predatori e gli animali fuggono via”. Ha spiegato il regista. “I pinguini invece ci tollerano, anzi sono curiosi, si avvicinano. Sono animali davvero particolari. Non ho un ricordo più bello di quello di passeggiare sulla banchisa, si essere raggiunto da un pinguino e di condividere insieme a lui una parte del tragitto”.

Il film è nelle sale da febbraio, e dopo Fiorello per il primo episodio, la voce narrante stavolta è quella di Pif. Per il lancio ha collaborato anche il WWF con la campagna Adotta un Pinguino. Notorious Pictures, che distribuirà il film, ha già aderito con l’adozione di 100 pinguini alla campagna con l’obiettivo di difendere il continente antartico nella lotta ai cambiamenti climatici. Sarà sufficiente? Intanto avere un’idea obbiettiva di come sia la vita lì, anche se solo attraverso un film, è un punto di partenza. Sicuramente ottimo per educare i nostri piccoli al rispetto per l’ambiente.