La Macchinazione, il film di David Grieco in uscita il 24 marzo, ci riporta ancora una volta a parlare di Pier Paolo Pasolini, una figura di capitale importanza per la cultura italiana del Novecento, sulla quale il dibattito critico non ha mai smesso di agitarsi a riprova della sua fecondità.

Inevitabilmente una larga parte delle discussioni che si ripetono con stanchezza intorno all’intellettuale riguardano le sue scelte politiche e personali, tragicamente intrecciatosi negli eventi che hanno portato alla sua morte ancora avvolta da un cupo mistero.

E dopo il Pasolini di Abel Ferrara è proprio il romanziere-regista David Grieco a portare su grande schermo le ultime ore della vita dell’autore di Salò o le 120 giornate di Sodoma, film scandalo che ha rappresentato anche l’ultima opera compiuta giunta – per quanto a fatica – nei cinema italiani.

I due infatti sono stati legati sia da un rapporto di amicizia che lavorativo, dato che Grieco ha lavorato come assistente sul set di vari film di Pasolini.

Pasolini potrebbe essere per me un padre, un fratello, un maestro di vita, una fonte d’ispirazione, un mastro artigiano, un collega, un interlocutore umano e politico privilegiato. È un rapporto difficilmente etichettabile, ma decisivo a farmi diventare, nelle qualità come nei difetti, la persona che sono. In sostanza, Pier Paolo Pasolini è stato, anche inconsapevolmente, la mia guida etica, una guida rigorosa e anticonformista allo stesso tempo”, questo il generoso ritratto che Grieco fa del suo mentore

La decisione di imbarcarsi nella produzione di questo film, che segue l’uscita del libro omonimo, è nata proprio a seguito del contatto con Ferrara, che gli aveva chiesto di lavorare alla sceneggiatura del suo film. Per non mancare di rispetto a Pasolini, la cui figura sarebbe uscita tradita dal film dell’americano, il cineasta italiano che in passato ha già firmato Evilenko ha scelto di portare in scena la sua versione degli ultimi giorni dell’intellettuale.

Questa la sinossi de La Macchinazione, che arriverà nella sale il 24 marzo grazie alla distribuzione di Microcinema, e il cui cast comprende Massimo Ranieri, Libero De Rienzo, Matteo Taranto, François Xavier Demaison, Milena Vukotic, Roberto Citran,Tony Laudadio, Alessandro Sardelli, Paolo Bonacelli e Catrinel Marlon.

Nell’estate del 1975, Pier Paolo Pasolini è impegnato al montaggio di uno dei suoi film più discussi, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e nella stesura del romanzo Petrolio, un atto di accusa contro il potere politico ed economico dell’epoca. Intanto, da mesi ha una relazione con Pino Pelosi, un giovane proletario romano che ha legami con il mondo criminale della capitale. Una notte, alcuni amici di Pelosi trafugano il negativo di Salò e chiedono un riscatto. Tuttavia, il vero obiettivo non sono i soldi, ma Pasolini…