L’edizione 73 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si apre con una giornata di applausi ed emozione pura grazie al suo primo film in concorso, La La Land, opera seconda del giovane Damien Chazelle con protagonisti la coppia già collaudata e chimicamente perfetta: Emma Stone e Ryan Gosling.

Dopo il successo di Whiplash, opera prima vincitrice del premio del pubblico al Sundance Film Festival e di ben tre premi Oscar nella stagione 2014 ( Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior  Attore non protagonista a J.K Simmons), il regista trentunenne ha fatto tesoro di ogni esperienza nello scrivere sceneggiature di ogni tipo ad Hollywood, combinando la sua passione per la musica jazz con quella per il cinema ed ha dato vita ad un musical dal sapore nostalgico di passato che però si radica bene nel presente, nella realtà che viviamo e nelle difficoltà del realizzare aspirazioni e sogni oggi. In La La Land, la storia d’amore tra Mia (aspirante attrice interpretata da Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling nei panni di un pianista con il sogno di aprire un locale jazz)  è una “vera” storia d’amore che in un contesto di fantasia diventa ancora più concreta. La Mostra di Venezia è stata indicata da varie riviste internazionali come superiore a Toronto nel definire i futuri premi Oscar e grazie a La La Land non ci sono dubbi che Emma Stone sia destinata a dirigersi a passo di danza verso il palco del Dolby Theatre. A giudicare dalle reazioni di pubblico e stampa oggi, l’opera seconda di Damien Chazelle ha già fatto la storia del Festival per aver fatto emozionare proprio tutti.

Presenti in conferenza stampa ed applauditi dai giornalisti all’entrata in sala: Damien Chazelle (regista, sceneggiatore), Emma Stone (attrice), Fred Berger (produttore), Marc Platt (produttore), Jordan Horowitz (produttore)

Damien, il tuo primo film Whiplash trattava di musica, ora con La La Land hai voluto fare un musical, come mai ti interessa questo genere in particolare?

DC: Innanzitutto vorrei dire che è stato un sogno per me over venire qui a presentare il mio film. Sono arrivato una settimana fa ed ho saputo del terremoto. Voglio che sappiate, da parte mia e della troupe, che i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla persone vittime di questo disastro.

Per rispondere alla domanda sul musical, penso che ora più che mai abbiamo bisogno di vedere speranza e romanticismo sul grande schermo ed i musical come genere filmico rappresentano proprio il linguaggio dei nostri sogni e creano un mondo dove ad un certo punto qualcuno si mette a cantare ed esprimere le proprie emozioni, violando ogni regola della realtà.

Emma, nel film si evidenzia benissimo la frustrazione e la difficoltà quotidiana di questi due ragazzi nel non riuscire a realizzare i loro desideri. Le sono capitati episodi o momenti simili a quelli vissuti dai protagonisti?

ES: Damien ed io abbiamo parlato a lungo delle mie prime esperienze quando sono arrivata a Los Angeles perché volevo fare l’attrice. Ho fatto provini che sono stati umilianti ma ciò che ammiro moltissimo del mio personaggio è il coraggio di scrivere qualcosa da sola, di mettersi in gioco con il pubblico. Io non credo di essere mai stata coraggiosa quanto Mia, non mi sono mai dovuta esporre cosi.

Damien, il film sembra essere composto come se avesse scritto un brano invece di un film. Utilizza la sua esperienza musicale anche nel dirigere i suoi film? 

In un certo senso si. La musica fa sempre parte di tutto quello che faccio, sia che realizzi un pezzo musicale sia che stia lavorando alle parti non musicali del film. Anche il parlato segue un ritmo particolare, c’è sempre l’idea di creare un continuum tra i momenti musicali e quelli che ne sono privi.

Che cosa possono imparare i giovani dalla visione di questo film, qual è il messaggio?

DC: Credo che l’dea del film sia di trasmettere la magia dei musical di un tempo e di tradurla per i giovani di oggi. La realtà non è all’altezza dei nostri sogni in molti casi ed è molto importante allora radicare ogni momento in questa atmosfera da sogno. Mi è piaciuto lavorare con Ryan ed Emma perché mettono in discussione ogni battuta e cercano di essere sempre autentici e realistici anche se vivono un film che è fatto di fantasia. .

ES: Non so se qualcuno ricorda ciò che Conan O’Brien disse alla fine del suo show. Tenne un discorso finale incentrato sul fatto che secondo lui bisognava abbandonare il cinismo, la peggiore qualità che una persona possiede. C’è qualcosa di Damien e del suo cinema che si lega a questo pensiero. Non dobbiamo vivere con cinismo e questo film non è cinico in nessun modo, si concentra sul sogno, sulla dimensione onirica, sul lavorare per raggiungere un obiettivo. I giovani ormai sono sempre più critici ed ironici verso ogni cosa mentre invece questo film non è affatto così ed è una gioia averne preso parte. Spero che con La La Land i giovani capiscano che bisogna lavorare duramente per realizzare i propri sogni e che ricevano la spinta giusta per farlo.

Emma com’è stato tornare a lavorare con Ryan Gosling?

E’ stato bellissimo lavorare nuovamente con qualcuno a cui vuoi bene, rispetti e di cui hai fiducia, quindi è stato molto bello. Entrambi poi abbiamo dovuto esercitarci a ballare insieme e credetemi, se volete veramente conoscere bene una persona, frequentate insieme una scuola di ballo da sala e vedrete quanto imparerete l’uno dell’altro.

Pur essendo un musical, il film verso la fine sovverte la regola di base di questo genere che vorrebbe un puro “happy ending” concludendo la storia in un modo che potremmo definire amaro? Non c’è cinismo ma c’è amarezza, che ne pensate?

DC: Si, forse non la chiamerei amarezza ma piuttosto melanconia. I personaggi sanno di essersi arricchiti emotivamente dall’essersi incontrati e devo dire che secondo me i film più romantici sono quelli in cui lui e lei non finiscono insieme per la vita. Penso che possano accadere tante cose dopo il “vissero felici e contenti” ma c’è qualcosa di estremamente puro in due persone che condividono un ricordo e niente potrà mai potarli via quell’esperienza e quei momenti vissuti insieme. Credo che l’dea fosse quella di prendere l’essenza dei vecchi musical e inserirla nella vita reale.