Brani pop, influenze electro-rock e testi semplici e diretti: sono questi gli ingredienti che La Gente, giovane band leccese, mette al centro delle sue canzoni che raccontano emozioni, storie, colori, luci e ombre delle ultime generazioni.
Dopo un primo cd di successo ed un’intensa attività live che li vede condividere il palco con artisti del calibro di Après La Classe, Ministri e Negrita, il gruppo formato da Antonio Camilli (voce), Francesco Mariano (synth & keyboards), Luigi Martina (batteria-voce), Andrea Martina (chitarre), Alessio Nobile (basso) e Osvaldo Greco (chitarre), si dedicano alla produzione del loro secondo album che ci presentano che il loro primo estratto: “L’aria tutto intorno”.

Ecco che vi proponiamo qui una piacevole intervista e il video in anteprima di “L’aria tutto intorno”.

Una band di 6 ragazzi, siete tanti! Come vi siete formati e qual è il vostro background musicale?

Ci siamo conosciuti nel 2010 frequentando gli stessi Live Club del Salento, ma tutti suonavamo in gruppi diversi. Solo dopo qualche mese abbiamo iniziato a provare insieme; c’è stato subito feeling, quindi abbiamo dato il via definitivo al progetto “La Gente”. Essere in sei ha dei pro e contro: viviamo il gruppo come una famiglia, dato che trascorriamo gran parte del tempo insieme, non solo in sala prove a suonare. Le difficoltà che comporta l’essere in tanti si superano con facilità quando c’è questo tipo di rapporto e inoltre è davvero molto stimolante essere sei ragazzi che ogni volta portano un po’ della loro personalità in sala prove. Anche per questo motivo i nostri ascolti e di riflesso la nostra musica spaziano tra tanti generi musicali: dal rock all’elettronica, dal pop al cantautorato”.

Date le vostre origini, non possono che venirmi in mente dei vostri corregionali, i Negramaro. Loro sono molto influenzati dalla musica tradizionale salentina, ho ascoltato un loro concerto in teatro e il ritmo pizzicato sembrava essere onnipresente nei loro brani. Quanto siete legati voi alla vostra terra.

Amiamo la nostra terra e pensiamo di rispecchiarne l’essenza: una terra di passaggio, dove si mescolano popoli, lingue e generi musicali“.

L’Uni-Radio Tour è in partenza, come mai la scelta di esibirsi proprio nelle università?

È stimolante l’idea di confrontarsi con un pubblico eterogeneo come quello universitarioIn più è affascinante l’ambiente intimo delle radio per il quale abbiamo preparato un live inedito anche a noi stessi”.

Sempre all’interno del tour, si aggiunge anche la collaborazione con le web-radio, anche questa una scelta curiosa. Quanto siete internet-addicted o, meglio ancora, social-addicted?

Le web radio sono un “mondo” libero e in espansione, dove alla minore utenza rispetto alle radio tradizionali si contrappone un ascolto più attento e ricercato. Volendo proporci al maggior numero di persone cerchiamo di sfruttare al meglio quello che i social hanno da proporci in termini di visibilità preferendo in ogni caso il confronto diretto con il pubblico magari dopo un concerto”. 

“L’aria tutto intorno”, vostro ultimo singolo, è un brano che racconta la fine di un amore impossibile. Come è nata? Ci raccontate un po’ anche la genesi del video?

L’aria tutto intorno è la nostra città, una città pensata, immaginata, dove lo spazio non esiste, e il tempo è dimenticato. Il video è un cerchio, senza uno spazio temporale reale, dove l’uomo torna giovane, passando tra i propri ricordi. La regia del videoclip è di Tiziano Russo“.