Il 28 aprile arriverà nella sale italiane La foresta dei sogni, l’ultimo film diretto dal grande regista Gus Van Sant, già autore di pellicole molto acclamate come Milk, Elephant, Paranoid Park e Will Hunting – Genio ribelle.

L’opera sbarca finalmente in Italia dopo essere stata presentata durante la scorsa edizione del Festival di Cannes, quando aveva partecipato alla competizione pur senza portare a casa premi.

La foresta dei sogni è ambientato ad Aokigahara, luogo tristemente famigerato come luogo preferito dai giapponesi – e non solo – che vogliono togliersi la vita (si calcola che nel 2010 vi siano morti circa 54 persone).

Aokigahara detiene il funebre primato per il maggior numero di suicidi al mondo, battendo anche il Golden Gate Bridge di San Francisco, e questo nonostante il governo giapponese cerchi di limitare questa pratica con ogni modo.

Tuttavia la pellicola di Gus Van Sant non è affatto un film disperato, ma anzi la messa in scena di una rinascita spirituale, quella cui va incontro il protagonista Arthur, interpretato da Matthew McConaughey (che ormai un po’ tutti ricordano come il Rustin Cohle della prima stagione di True Detective).

Arthru Brennan è infatti un uomo disperato ma ancora profondamente innamorato, che viene sospinto da un impulso irrefrenabile verso la fitta foresta di Aokigahara, sita alle pendici del Monte Fuji, un luogo in cui uomini e donne si recano a contemplare la vita e la morte.

Sconvolto dal dolore, l’uomo penetra nella foresta e vi si perde. Lì Arthur incontra Takumi Nakamura (Ken Watanabe, i più lo avranno visto in Inception o L’ultimo samurai), un giapponese che, come lui, sembra aver perso la strada. Incapace di abbandonare Takumi, Arthur usa tutte le energie che gli restano per salvarlo.

I due intraprendono un cammino di riflessione e di sopravvivenza, che conferma la voglia di vivere di Arthur e gli fa riscoprire l’amore per la moglie (Naomi Watts – Mullholland Drive, King Kong).