Ritorno al cinema per uno degli autori più interessanti (e meno celebrati) del cinema italiano, Gianni Zanasi, che il 26 novembre porterà nelle sale il suo ultimo film La felicità è un sistema complesso.

La commedia, come al solito con punte di amarezza, sembra proseguire il discorso intrapreso con Non pensarci, film del 2007 presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia di quell’anno, non soltanto per il ritorno di molti degli attori protagonisti.

Anche ne La felicità è un sistema complesso il regista riflette infatti sulla crisi economica, in precedenza solo “intuita” e ora affrontata in modo diretto, e sul riverbero di questa sulla realtà imprenditoriale italiana descritta nella quotidianità della piccola provincia.

Il film si avvale delle musiche scritte da Niccolò Contessa, il cantautore divenuto un caso della musica italiana con il suo progetto de I Cani.

Il cast è composto da Valerio Mastandrea, che ritorna davanti alla macchina da presa dopo il suo decisivo ruolo di produttore di Non essere cattivo, Giuseppe Battison, Paolo Briguglia e Teco Celio: il quartetto maschile protagonista proprio di Non pensarci, accompagnato dall’attrice israeliana Hadas Yaron.

Questa la trama del film. Il protagonista Enrico Giusti svolge un lavoro tanto eccentrico quanto (ambiguamente) utile, in cui crede molto: fa conoscenza di imprenditori incapaci che rischiano di gettare sul lastrico le loro aziende e li convince a lasciare il loro posto, salvando il lavoro di tantissime persone.

Enrico è infallibile e il suo ultimo caso potrebbe essere il coronamento di tutta una carriera. Sulla sua strada però ci sono Filippo e Camilla, due ragazzi che si ritrovano alla guida di un importante gruppo industriale nazionale rimasti orfani dopo la morte improvvisa dei genitori. Di fronte a loro le sue certezze vacilleranno, anche a causa dell’arrivo nella sua vita della fidanzata straniera del fratello, e la sua vita cambierà per sempre.

In calce la clip con l’intervista a Mastandrea in cui l’attore ci parla del suo personaggio, nei confronti del quale prova un mix di amore e odio difficilmente districabile.