Luigi Lo Cascio arriva a Venezia con La città ideale, pellicola che lo vede nel doppio ruolo di regista e protagonista. Nel film l’attore siciliano interpreta l’ecologista Michele Grassadonia. Un personaggio un po’ particolare che non usa l’auto da otto anni, si lava con l’acqua piovana e limita l’utilizzo dell’energia elettrica al minimo.

Un giorno, però, Grassadonia/Lo Cascio viene coinvolto in un incidente. Da questo momento in poi scattano le indagini sulle dinamiche dell’accaduto e sulla sua persona, avvolta in un velo di mistero.

Sono dunque molti gli elementi che caratterizzano La città ideale: all’interno della pellicola Lo Cascio gioca con la simbologia, con l’introspezione, e farcisce il tutto con elementi di stampo letterario e riferimenti velati (neanche tanto) al cinema grottesco.

Spicca il mondo in cui i personaggi vengono caratterizzati. Grassadonia sgrida i colleghi di lavoro quando vede mozziconi di sigarette per terra. Tra i minori, l’avvocato Scalici è solito ricevere i suoi clienti in un vecchio e impolverato archivio del tribunale palermitano.

La città ideale è dunque un “giallo dalle sfumature green”. Un film in cui se ne vedono di tutti i colori.

Il film è stato accolto da applausi sinceri ed affettuosi, tali da incoraggiare Lo Cascio, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa.