Maddalena Corvaglia, ex collega ed amica storica di Elisabetta Canalis, si è trasferita a Los Angeles seguendo le orme della compagna di sempre, che già da tempo vive oltreoceano con il marito Brian Perri e la piccola Skyler Eva.

Le due veline per antonomasia di “Striscia la Notizia”, grazie alla loro lunga collaborazione professionale in tv, negli anni hanno instaurato un rapporto di amicizia sempre più forte tanto da decidere di intraprendere una nuova avventura insieme, investendo in un centro di fisioterapia. Le showgirl ne hanno parlato in un’intervista al settimanale di gossip “Oggi“, con la Canalis che ha lanciato così l’idea su cui stanno puntando:

“Stiamo creando, in una clinica medica privata, un centro multifunzionale fisioterapico, dove sarà possibile fare anche riabilitazione pre e post operatoria“.

Grande entusiasmo per entrambe, che credono in questo progetto tanto importante anche se così lontano dal mondo dello spettacolo, così come ha specificato la Corvaglia:

“La clinica è disposta su una struttura di nove piani. Il paziente verrà seguito in tutte le fasi, ci sono sale operatorie e luoghi di cura. Ci sarà anche un ristorante e una farmacia. Noi occuperemo una parte del sesto piano con il nostro spazio. Abbiamo scelto macchinari Technogym e tutta l’attrezzatura all’avanguardia è esclusivamente made in Italy. Qui, tutto ciò che è italiano piace molto. Collaboreremo con medici bravissimi tra cui il marito di Elisabetta. E in futuro non escludiamo di creare una zona dedicata al beauty e alla cura del corpo. Siamo entusiaste!”.

La stessa Maddalena ha concluso ammettendo che, una volta diventata mamma, le sue priorità sono inevitabilmente cambiate e per questo motivo ha deciso di stravolgere le sue prospettive di vita:

“Io amo il mio lavoro e adoro farlo, ma le mie esigenze, con una bambina di 5 anni, sono cambiate. Non voglio più dipendere dalla telefonata di un agente. È quello che mi ha dato sempre più fastidio del mio lavoro. Non sono disposta a scendere a compromessi. È arrivato il momento d’avere qualcosa di mio, di nostro, e ho messo in gioco tutto: dalla scuola di mia figlia al Paese dove vivere”.