In un modo o nell’altro il grande clan dei Kardashian e dei Jenner è sempre pronto a far parlare di sé. Stavolta è toccato a Kylie Jenner, sorellina minore di Kim Kardashian e Kendall Jenner, che è comparsa sulla copertina di Interview Magazine posando sexy e stando seduta su una sedia a rotelle. L’immagine ha ovviamente fatto scattare subito le polemiche, tant’è che lo stesso Interview Magazine ha finito per eclissare le immagini “incriminate”, a favore di altre foto fatte nel corso dello shooting.

A sollevare le polemiche, oltre alle immagini di una Kylie Jenner in abiti da amante del sadomaso, sono stati soprattutto il fatto che la bella diciottenne posasse seduta su una sedia a rotelle (qualcuno l’ha accusata di essere profondamente disturbante) e con un’espressione del tutto alienata e passiva. Insomma, Kylie Jenner non avrebbe rappresentato in modo dignitoso la disabilità e avrebbe mandato su tutte le furie le associazioni operanti nel campo, che hanno visto nelle foto una grave mancanza di rispetto.

Kylie Jenner

Credendo che nelle intenzioni di Interview Magazine, del fotografo Steven Klein e della stessa Kylie Jenner non vi fossero affatto quelle di offendere i portatori di disabilità, c’è da dire però che il messaggio veicolato da alcuni degli scatti fotografici per lo shooting non sia affatto passato (se un messaggio di base c’era) e che anzi, ad essere veicolato sarebbe stato soprattutto un contenuto fortemente negativo e disturbante.

E infatti Interview Magazine è subito intervenuto, dichiarando che non era affatto nelle loro intenzioni offendere la sensibilità di qualcuno e che anzi, la loro intenzione era quella di dar vita a delle foto che potessero condurre le persone a riflettere sull’immagine e sull’espressività, comprese le fotografie sulla sedia a rotelle. Di diverso avviso, ovviamente, Emily Smith Beitiks, direttore associato del Paul K. Longmore Institute on Disability di San Francisco, secondo cui: “Le persone con disabilità sono spesso viste senza forza e queste immagini non fanno che rinforzare l’idea. Penso sia ritratta come un oggetto e rappresentata come un giocattolo sessuale e quella sedia a rotelle è un ulteriore elemento di passività“.