Il caso di Kurt Cobain è da sempre esemplare nel mondo della musica (ma anche dell’arte in generale) per quanto riguarda il dilemma che oppone l’opportunismo dello showbusiness, e la curiosità dei fan, al rispetto per un artista deceduto e che non ha voluto/potuto pubblicare il materiale registrato anche in maniera casalinga.

Il più delle volte a vincere sono le richieste degli appassionati e il desiderio di arricchirsi, ma almeno ogni tanto l’operazione di scavo negli archivi privati viene fatta con professionalità, decoro e competenza: potrebbe essere dunque questo il caso dell’album di inediti di Kurt Cobain. Vale la pena specificare che il disco che dovrebbe uscire a novembre, ancora senza titolo, altro non è che la colonna sonora, opportunamente ampliata, del documentario Cobain: Montage of Heck.

Come i lettori forse ricorderanno il film diretto da Brett Morgen usa i filmati privati del leader dei Nirvana e della sua famiglia per raccontarne le vicende intime dai primi anni di vita fino agli ultimi istanti prima della tragedia. Voluto dalla figlia Frances Bean Cobain, che per l’occasione si è riappacificata con la madre Courtney Love, l’album – per ora senza titolo – conterrà materiale spurio del tutto differente da quanto ascoltato negli LP della band che ha reso famoso il cantante-chitarrista.

Il regista del documentario ha infatti ritrovato più di 100 cassette registrate da Cobain, nelle quali questi spaziava “dal thrash al ragtime e tutto ciò che sta in mezzo”, come ha rivelato il cineasta, il quale afferma che si tratterà di qualcosa di sorprendente: “Giusto per essere chiari, non è un album dei Nirvana, è solo Kurt, e avrete modo di ascoltarlo fare cose che mai vi sareste aspettati da lui”.

A suscitare una certa commozione la presenza di molto materiale sonoro lontano dalla rabbia e dall’aggressività dei lavori di gruppo: “Si potrà davvero capire quanto fosse felice semplicemente essendo creativo. I suoi testi sono davvero spensierati, e a volte puoi quasi avvertire il suo sorriso e il calore che emana”.