Durante i primi giorni del Sundance Film Festival 2015 è stato presentato il tanto atteso docu-film dedicato a Kurt Cobain, che ha riscosso molto successo sia tra il pubblico di cinefili che tra i fan dello scomparso leader dei Nirvana.

Kurt Cobain: Montage of Heck, il film diretto da Robert Morgen (già responsabile di Crossfire Hurricane, dedicato ai Rolling Stones), deve il proprio titolo a una delle abitudini tipiche dell’icona musicale.

Il “montage of heck” è infatti il nome di un mixtape sul quale Kurt Cobain era solito registrare le proprie idee del momento, nonché canzoni altrui: una sorta di archivio musicale privato.

E a una notevole mole di documenti dell’icona morta nel 1994 Morgen ha potuto attingere per la propria opera. Si parla di infatti di circa quattromila pagine di appunti, bozze di canzoni, stralci di racconti, schizzi preparatori per quadri, ma anche di altre centinaia di ore di registrazioni casalinghe, filmini domestici e audio dalle sale di registrazione.

Alla prima del film sono comparse anche le due donne della vita di Kurt Cobain, dopo tanto tempo finalmente riappacificatesi: stiamo parlando della moglie Courtney Love, leader delle Hole, e dell’unica figlia Frances Bean Cobain, affermata visul artist. I fotografi hanno così potuto scattare un’immagine storica, quella di madre e figlia strette in un abbraccio dopo dei trascorsi piuttosto tumultuosi.

A differenza del film di Gus Van Sant, Last Days (ispirato a Kurt Cobain) Morgen ha evitato di rivolgere la propria videocamera verso le ultime famigerate 48 ore della vita del musicista dei Nirvana, preferendo dedicarsi alla ricostruzione del metodo creativo e della vita intima dell’idolo.

Il regista ha tanto apprezzato il risultato finale proiettato al Sundance da fargli paragonare la propria opera a The Wall, film in un certo senso “generazionale” per gli adolescenti degli anni ’80.

Foto: sito ufficiale Sundance Film Festival