Panzuto, buffo e coraggioso, torna nelle sale italiane – dal 17 marzo – Po, il panda esperto di Kung Fu, pronto a continuare la sua strada e a diventare un vero maestro. O forse no? Infatti è proprio questa la sfida che dovrà affrontare nella terza parte della saga amata da adulti e bambini. Perché, se Po piace ai più piccoli perché fa ridere, piace in egual misura ai grandi perché sa commuovere e smuove quel qualcosa di fragile dentro di noi.

Lo ammette anche Fabio Volo che presta ancora una volta la sua voce e che, in Kung Fu Panda 3, dimostra di aver lavorato duramente, facendo sparire sempre di più il suo accento bresciano: “Kung Fu Panda è il film più autobiografico a cui abbia mai partecipato: una persona goffa con un destino già scritto che decide di seguire i suoi sogni”, e aggiunge “I valori del film sono questi: la passione e l’amore devono guidarti”.

Ma è anche la stessa regista, Jennifer Yuh Nelson, a trovare un punto di contatto con Po, dicendo: “Mi identifico molto col suo essere nerd, perché al liceo non ero esattamente una cheerleader super sexy”, per non parlare poi della voce originale, Jack Black, su cui è stato costruito il labiale del panda, che afferma: “Po mi è molto caro. Sono davvero io. La gente mi chiede spesso di fare la voce di Po e io rispondo ‘Che intendi dire?’ Quello sono semplicemente io! Non mi nascondo dietro una maschera. Rivelo, piuttosto, una parte della mia anima”.

Per il terzo capitolo lo stesso cast si è trovato di nuovo, come una grande famiglia, a lottare contro il tempo per terminare il film. L’arrivo alla regia di Alessandro Carloni è giunto proprio in un secondo momento, per creare una squadra ancora più forte. Perché le sfide messe in campo stavolta erano ancora di più. A partire dalla decisione di creare una versione in mandarino, fatta rispettando il labiale, elemento che ha aggiunto la possibilità di avere un contatto diretto con l’universo cinese, permettendo quindi di creare scenari da sogno basati su luoghi davvero esistenti ed entranDo più a fondo nel mondo del Kung Fu.

Come ogni film d’avventura che si rispetti, anche in Kung Fu Panda 3 non manca il cattivo di turno: se il Tai Lung del primo film era pura potenza e Shen era intelligenza, ecco arrivare Kai, che proviene dal mondo del soprannaturale e mette in campo nuove difficoltà, con un tocco di umorismo che non lo fa temere del tutto.

Ma Kung Fu Panda 3 non è solo azione, i sentimenti trovano largo spazio e si affrontano temi molto caldi, soprattutto per l’Italia. La presenza di due padri infatti diventa la scusa per parlare della famiglia, qualunque essa sia. Fabio Volo dice la sua a riguardo: “Non sono due papà che affittano l’utero, però lui è lì nel mezzo. Da quando sono genitore sono convinto che ci sia bisogno di un nucleo che dia affetto. Tre quarti dei problemi derivano dalla famiglia. In un seminario che ho fatto con Jodorowski lui ha detto ‘Ha fatto più danni la famiglia della bomba atomica’. Non credo che per un bambino sia importante la distinzione sessuale, ma che tu ti senta accettato in quel contesto”.

Altra novità di Kung Fu Panda 3 è il villaggio dei panda, dove per la prima volta Po incontra esseri simili a lui e capisce tutta l’importanza dell’unione delle forze, prendendo così la giusta direzione per diventare un vero maestro di Kung Fu. Troviamo anche l’accattivante Mei Mei, preludio di una possibile fidanzata di Po, così almeno si auspica Fabio Volo: “Dopo i desideri realizzati, dopo la riconciliazione con il padre, penso ci voglia una fidanzatina, i bambini…”. Chissà se avremo modo di vedere un ulteriore sequel? Intanto non resta che gustarsi 95 minuti di divertimento e rimanere a bocca aperta per gli effetti visivi, la cura dei dettagli e le idee grafiche.