Le ultime dichiarazioni di Keira Knightley a proposito di “barare” con i ritocchi della chirurgia per migliorare la propria immagine, sembrano dette apposta all’indomani della denuncia da parte del sindacato americano attori contro il portale Imdb, l’internet database più dettagliato dedicato al settore cinematografico, “colpevole” di influenzare il parere, anche professionale, su un attore rivelandone l’età anagrafica.

Forse perché è bella e già molto famosa per i suoi 26 anni, le parole dell’attrice britannica risuonano come un tentativo uscire dalla cerchia dei “sospettati” di eccessiva vanità, quel coro di colleghi che ha destato tanta riprovazione nell’opinione pubblica.

L’attrice britannica è convinta che sia profondamente sbagliato il ricorso a trucchi estetici soprattutto per chi, come lei, lavora anche con la propria fisicità, e lo dimostra nell’ultimo film del regista canadese David Cronenberg, A dangeuros method, quando, per interpretare il ruolo della paziente psichiatrica che vivrà una relazione con Jung fuori dalla moralità dell’epoca, assume espressioni parossistiche che le alterano i bellissimi lineamenti.

Ora che può scegliere, rifiuta le parti che le vengono offerte dai blockbuster, ai quali deve la diffusione della sua immagine – ritoccata in post nella locandina di King Arthur per aumentarle la taglia del reggiseno e quindi le vendite del film, contro la volontà della Knightley – inneggiando all’accettazione di ognuno di noi per il proprio corpo.