Piero Chiambretti ha buon gusto in fatto di musica, lo conferma nel suo nuovo programma, Chiambretti Supermarket, dove ha un’ospite fissa, la cantante Kelly Joyce, una vera fuoriclasse. La voce calda, l’amore per il soul ed il jazz, il ritmo nel sangue, Kelly ha costellato gli ultimi 10 anni di successi internazionali: “Vivre la vie” nel 2000, l’album Chocolate nel 2004, “Rendez vous” del 2008, brano ascoltatissimo in Italia dove tutti lo ricordano anche per lo spot di una nota compagnia telefonica con gli attori Aldo, Giovanni e Giacomo. Nel supermercato televisivo ora fa rivivere  i grandi classici della canzone francese, da Edith Piaf a Michel Fugin.

E dopo l’esperienza “chiambrettiana” è già in programma un nuovo progetto: subito dopo l’estate, infatti, presenterà il suo ultimo disco, “Jazz mon amour pour l’Afrique” in Senegal, il suo paese di origine. Ma scopriamo qualcosina in più di lei con l’intervista che vi proponiamo qui sotto.

Sei di origine africana, ma la tua famiglia ha viaggiato tantissimo, il tuo sangue oltre ad essere blu ha quindi anche tante bandiere, ma se ti chiedono da dove vieni, qual è la tua risposta?

“Mio padre é nato in Zaire (RDC) ma ha origini Egiziane, mia madre é Francese di origini Spagnole e Irlandesi, questa premessa necessaria per dire che in realtà io mi senta Afro-Europea. Questa penso sia l’unica definizione che riesca a racchiudere le mie radici. Sono nata a Parigi e, solitamente rispondo che sono Francese”.

Al “Chiambretti Supermarket”, dove sei ospite fissa, fai rivivere i classici della musica francese, brani di un certo spessore, può essere questa una buona possibilità per far entrare nelle case degli italiani della musica di qualità?

“Certo! Può essere un modo per fare della buona educazione Musicale, penso sia importante conoscere le tradizioni musicali dei paesi limitrofi. Io tento di proporle al meglio, ovviamente gli originali restano inimitabili”.

Nel 2009 hai realizzato il fortunato singolo Rendez Vous ispirato agli anni ‘30 con un video dedicato a Josephine Baker, in cui indossi la famosissima gonna di banane che hai riproposto anche nel Supermarket televisivo. Quel gonnellino può essere considerato un po’ un feticcio portafortuna?

“Non avevo mai visto la mia gonna di banane come un portafortuna, ma pensandoci bene lo è assolutamente. Dopotutto ha portato fortuna anche a Josephine!”

Ti sei esibita un po’ in tutto il mondo, anche in luoghi molto importanti come il Cremlino e immagino sia sempre un’emozione, ma qual è la performance che porti nel cuore?

“Il concerto al Vaticano é quello che custodisco nel cuore come uno dei momenti più emozionanti. L’udienza privata con papa Wojityla, e gli artisti internazionali conosciuti nel Back stage lo hanno speciale”.

Subito dopo l’estate ho letto che partirai in Senegal per promuovere il tuo ultimo lavoro Jazz acustico dedicato all’Africa “JazzMon Amour” (pour l’Afrique). Possiamo considerare questo album un regalo alla tua terra? Che legame hai con essa?

“Si, é a tutti gli effetti un ritorno alle origini. Mio nonno Douta Seck, è nato a Dakar ed è stato un attore molto amato. Presenterò Jazz Mon Amour nella casa della cultura che gli hanno dedicato. Sono legata all’Africa anche per merito di mio padre che mi ha sempre fatto sentire il cuore pulsante di questa terra, attraverso il cibo e la musica”.

Ai Mondiali Kelly Joyce tifa…?

“Tifo Italia! La porto con me perché ci sono cresciuta”.