Il panorama del rock’n'roll e delle band in generale si è sempre nutrito di grandi dicotomie e quella tra Beatles e Rolling Stones è la madre di tutte quelle querelle che hanno visto nel corso della storia schierarsi da una parte e dall’altra di questa immaginaria divaricazione come se la musica si dividesse in bianco e nero, apollineo e dionisiaco etc. Di sicuro gruppi come Beatles e Rolling Stones incarnavano modelli diametralmente opposti di vivere il rock inseguendo evidentemente modi del sentire differenti e differenti maniere di espressione e comunicazione, ma la verità è che l’annosa diatriba Beatles vs. Rolling Stones è solo un invenzione del marketing.

Come raccontato dallo stesso Keith Richards nel libro “According to The Rolling Stones”, “Tutti parlavano di Beatles contro Rolling Stones ma non era così che stavano le cose. Ci sentivamo spesso per telefono e ci mettevamo anche d’accordo sull’ uscita dei dischi. Se usciva il nuovo singolo dei Beatles noi posticipavamo il nostro di un paio di settimane e viceversa“. E basterebbe soltanto ricordare che nel brano “We Love You” dei Rolling Stones, del 1967, c’era il contributo vocale non accreditato di John Lennon e Paul McCartney per comprendere che le galassie Beatles e Stones erano molto più vicine di quel che potesse sembrare.

Ora però, proprio Keith Richards, chitarrista e co-leader della band della “linguaccia”, attualmente impegnato nel lancio del suo nuovo album solista “Crosseyed Heart”, il primo dopo 20 anni di silenzio, in una recente intervista rilasciata alla rivista Esquire, ha gettato benzina sul fuoco di questa presunta rivalità: “I Beatles erano grandi quando erano i Beatles ma non c’erano molte radici in quella musica. Penso che siano stati trasportati dalla corrente. Perché no? Se si è i Beatles negli anni ’60 ci si fa trasportare dalla corrente – ci si dimentica cosa si vuol fare. Si inizia a fare Sgt. Pepper’s. Alcuni credono che sia un album geniale, ma io credo sia un’accozzaglia di spazzatura, un po’ come Satanic Majesties

Probabilmente l’uscita di Richards è una sorta di reflusso gastrico di una cosa mal digerita e metallizzata peggio ormai quasi cinquant’anni fa, quando con la virata sperimentale delle due band si parlò di svolta epocale del rock. Evidentemente un rocker duro e puro come Richards non gradì il fatto che nel dicembre del ’67, sei mesi dopo il “Sgt. Pepper’s”, gli Stones si sentirono in dovere di replicare a un disco ritenuto d tutti fantasmagorico come quello dei Beatles. O forse, come punzecchia il Daily Mail che ha rilanciato in questi giorni la notizia, Richards non ha mai sopportato che “Sgt Pepper…” abbia venduto oltre 30 milioni di copie e sia stato in testa alle classifica britanniche per mesi, mentre “Their Satanic Majesties Request”, non sia mai andato oltre la terza posizione, risultando alla fine uno dei meno fortunati, e probabilmente compresi, della band.