Il regista finlandese Aki Kaurismaki scherza durante l’incontro con la stampa a pochi giorni dall’ uscita nelle sale cinematografiche italiane della sua ultima pellicola Miracolo a Le Havre, che sarà distribuita dalla BIM questo prossimo fine settimana.

Il film, molto applaudito al Festival internazionale dell’arte cinematografica di Cannes, cita il celebre Miracolo a Milano del regista Vittorio De Sica, uno dei padri del neorealismo italiano e, a proposito di questo Aki Kaurismaki afferma di aver voluto provare a fare anch’ egli un miracolo, con la tipica intonazione dell’ironia nordica.

Lo stesso Kaurismaki poi aggiunge di aver girato questa prima pellicola  in funzione di un progetto di più ampio respiro come è quello della trilogia, ma di voler attendere almeno un lustro prima di battere il prossimo ciack, per poter dedicare i prossimi anni al riposo ed a una vita più semplice e ritirata dopo tre decenni di questa faticosa carriera nel mondo del cinema, magari  occupandosi di lavori manuali.

Le trame dei prossimi due film, in ogni caso, avranno ugualmente come sfondo città di porto, i luoghi, cioè, di incontro tra persone di culture diverse che incroceranno i propri sguardi e le proprie verità intrinseche.

Nonostante il pessimismo dell’autore il finale di Miracolo a Le Havre fa cenno ad uno spiraglio di speranza, ma forse è soltanto il modo in cui lo spettatore preferisce interpretare una chiusura.