Indubbiamente sull’operazione Jurassic World in molti – pubblico e critica insieme – avevano avuto molti dubbi e perplessità.
Stati d’animo che sono stati spazzati via in circa due giorni, dato che gli incassi ottenuti dal quarto capitolo della saga di Jurassic Park sono tra i più esaltanti di sempre nel cinema contemporaneo.

La pellicola prodotta da Steven Spielberg e diretta da Colin Trevorrow ha infatti incassato ben 511 milioni di dollari in tutto il mondo, il debutto più ricco di sempre per un film. Certo, i dati sono gonfiati dalle vendite di biglietti maggiorati per le proiezioni in 3D (senza contare le versioni Imax) ma si tratta in ogni caso di un record di tutto rispetto.

In America il film con protagonisti Chris Pratt e Bryce Dallas Howard ha ottenuto circa 205 milioni: cifre che sono state raggiunte e superate solo da il primo capitolo della saga Marvel degli Avengers, uscito nel 2012, che riuscì a raccogliere 207 milioni.

Per quanto riguarda il box-office internazionale di Jurassic World, invece, il calcolo è presto fatto, bastando una semplice sottrazione: da notare c’è solo l’attesissima chiusura di una saga planetaria come Harry Potter e i doni della morte parte 2 era riuscito a fare di meglio con 314 milioni.

Da segnalare il grandissimo apporto del sempre più interessante (per i blockbuster) mercato cinese, che ha portato 100 milioni: a seguire le isole britanniche con quasi 30 milioni, il Messico con 16, la Corea del Sud con 14, la Francia e l’Australia con 12 e la Germania con 11. Gli esperti fanno notare che stranamente il Giappone, nazione solitamente amante delle distruzioni su vasta scala (Godzilla in primis), non si è unito al gruppo, dato che nel Paese del Sol Levante Jurassic World uscirà ad agosto.

E in Italia? Anche da noi il film che ha riportato su grande schermo i dinosauri è ovviamente in cima alle classifiche del botteghino con 5,5 milioni di euro, con una media sala altissima (6600): cifre da capogiro che ricordano risultati invernali, se non addirittura natalizi, e non estivi come si poteva temere. E il tutto in barba a recensioni non sempre esaltanti, per quanto non terribili.