Sono passati ben 33 anni, ma la memoria ancora resiste. Era l’8 dicembre del 1980 quando, alle 22.51, al termine di un pomeriggio al Record Plant Studio, John Lennon trovava la morte. Stava tornando a casa con la moglie ma, all’ingresso del Dakota Building, il palazzo in cui risiedeva sulla 72esima strada a New York, Mark Chapman, un 25enne malato di mente, gli sparò cinque colpi di pistola, colpendolo quattro volte.

Uno dei proiettili trapassò l’aorta, John Lennon morì. Oggi, a 33 anni di distanza, lo ricordiamo con una frase di una sua canzone, che forse più di tutte rispecchia quello che era il suo animo: “Non ho paura di morire, sono preparato alla morte perché non ci credo. Penso che sia solo scendere da un’auto per salire su un’altra”. O ancora: “Non rimpiango niente di quello che ho fatto, davvero, a parte forse di aver ferito altre persone. Non rinnego niente”. E pensare che, la sera dell’omicidio, stava andando a salutare il figlio Sean.