E’ morto, all’età di 74 anni, JJ Cale, chitarrista autore di un brano storico come Cocaine. Era ricoverato all’ospedale La Jolla, in California. Dunque, un altro pezzo di storia della musica che ci lascia. Questa volta ad andarsene è uno dei chitarristi più particolari di sempre, uno di quelli che quando lo sentivi all’opera si capiva che aveva la musica nel sangue. Una voce quasi timida, sussurrata, ma una creatività fuori dal comune. Questo e molto altro era JJ Cale, morto nella notte allo Scripps Hospital di La Jolla, in California.

Dalla sua testa e dal suo cuore presero vita brani come Cocaine e After Midnight, hit portate al successo da Eric Clapton, uno che considerava Cale un maestro. E se lo dice uno della caratura di Eric Clapton, forse meglio si capisce chi era lo stesso Cale. La notizia, data dallo stesso sito ufficiale del musicista, ha colpito tutto il mondo discografico, portando al pianto anche gente del calibro di Mark Knopfler e Neil Young.

JJ Cale e Clapton avevano dato alle stampe, nel 2006, l’album Road To Escondido. I due si erano ritrovati l’anno scorso, quando hanno registrato un inedito dello stesso Cale, Angel, brano poi inserito nell’album di Eric Clapton, Old Sock, pubblicato quest’anno. Ma l’elenco dei brani incisi da JJ Cale per altri artisti è lunghissimo: si va da Carlos Santana (Sensitive Kind) a Randy Crawford (Cajun Moon), Kansas (Bringing It Back) e molti altri. Nato a Oklahoma City, è stato colto da infarto.