Figura peculiare come poche in ambito hollywoodiano, James Cameron spegne oggi 60 candeline. La sua carriera è infatti davvero mirabolante: il celebre regista canadese può vantare infatti di essere l’autore dei due film dai maggiori incassi della storia del cinema, rispettivamente Avatar, del 2009, e Titanic, del 1997.

Il re Mida dell’industria cinematografica potrebbe quindi essere identificato come un prolifico lavoratore interessato solo al denaro, ma non ci si potrebbe sbagliare di più: dal lontano 1981 Cameron ha realizzato solo 8 lungometraggi, con un lunghissimo periodo di pausa di 12 anni che separa proprio i due film citati.

Interessato tanto alla narrazione popolare quanto all’aspetto tecnologico del cinema, Jim – come lo chiamano gli amici – è la mente che sta dietro la saga di Terminator, nonché il regista che ha sdoganato Arnold Schwarzenegger come attore a tutto tondo nella commedia d’azione True Lies. Altrettanto adrenalinico è anche il secondo capitolo della saga di Alien da lui diretto, ovvero Aliens – Scontro finale, di sicuro l’episodio più violento e feroce del franchise originale (il confronto con il precedente exploit di Ridley Scott rende bene la differenza nell’approccio al cinema dei due).

Tuttavia la maggior parte dei premi, e sopratutto quelli più importanti, Cameron li ha guadagnati grazie al melodrammatico Titanic, che si è aggiudicato 11 Oscar, tra cui il riconoscimento personale come miglior film, migliore regia e montaggio. A ben vedere, tralasciando per un attimo la storia d’amore tra Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, appare evidente come all’occhio dell’autore interessi molto di più la descrizione dell’enorme nave destinata alla rovina; la stessa attenzione per la tecnica la si ritrova nel precedente The Abyss, e informa la visione del mondo di Avatar, vero e proprio esercizio scientifico applicato al cinema.

Pandora infatti nella sua complessità è una totale creazione di Cameron, che ha immaginato flora, fauna ed ecosistema di un intero pianeta. La stessa passione per l’esplorazione, questa volta veritiera, la ritroviamo in tutti i documentari cui ha lavorato Cameron: Expedition: Bismarck, Ghosts of the Abyss, Aliens of the Deep e infine Deepsea Challenge. Bastano i nomi per intuire la passione del regista per il mare, e sopratutto per le profondità abissali, portata avanti anche di persona, con immersioni di cui ha curato anche la progettazione dei mezzi tecnici: James Cameron è infatti il primo uomo ad aver esplorato in solitaria la Fossa delle Marianne.

In attesa dei nuovi capitoli della trilogia di Avatar – il secondo per l’appunto dovrebbe riguardare l’ambiente marino di Pandora – porgiamo i nostri omaggi a un vero artigiano del cinema che, casualmente, è anche uno dei più ricchi esploratori al mondo.

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