Se c’è un nome che gli appassionati di musica stanno imparando a conoscere è quello di Jain. L’artista francese, dopo aver conquistato l’airplay radiofonico italiano con il singolo Come, si appresta a pubblicare (con Sony Music) il suo debut album dal titolo Zanaka (nei negozi, reali e virtuali, da 22 giugno). “Questa è la prima volta che vengo in Italia” – racconta la cantante all’incontro con la stampa milanese – “Sono molto contenta del successo che sto avendo in questo momento, ma sono abituata a non fermarmi mai e infatti compongo ovunque mi trovi. Pensate che ho già tre canzoni nuove che presenterò dal vivo nei prossimi concerti”.

Jain è nata a Tolosa, ma per via della carriera militare del padre si è trovata a vivere tra Congo, Dubai e Abu Dhabi rimanendo influenzata dai suoni e dall’anima di quei paesi: “Mia madre è per metà francese e per metà del Madagascar quindi un certo ritmo l’ho nel D.N.A. A questo aggiungiamoci il fatto che ho vissuto a lungo in Congo e quindi le percussioni non potevano proprio mancare nelle mia musica. Ho delle origini e ci tengo a mantenerle. Il french touch invece l’ho scoperto molto dopo e ho cercato di inglobare questo tocco elettronico nel sound, cosa che mi sembrava giusta dato che ora che vivo a Parigi”.

Sul fatto che abbia scelto di cantare in inglese invece che in francese dice: “L’album è nato in Congo e con la maggior parte dei miei amici ho sempre parlato in inglese, quindi mi è venuto spontaneo fare questa scelta. Poi ho sempre considerato l’inglese la lingua dei viaggi ed essendo questo album il mio viaggio mi sembrava perfetto”.

Tra le sue artiste di riferimento troviamo Janis Joplin, Nina Simone e Miriam Makeba, a cui ha dedicato anche una canzone: “La voce di Miriam Makeba è sempre stata familiare per me, dato che i miei genitori l’ascoltavano sempre. Crescendo ho imparato anche a cogliere i suoi messaggi importanti e l’ho amata sempre di più: è per questo che ho deciso di omaggiarla, ma in ‘salsa Jain’ ovvero legandomi alla contemporaneità e non cercando di ricreare il suo sound”.

Quando le si chiede se, nonostante la sua musica sia festosa e solare, abbia mai pensato di lanciare dei messaggi su temi legati all’immigrazione, risponde: “Ho solo 24 anni e non ho le spalle abbastanza grosse per toccare argomenti grossi come questo, non è una questione che ho approfondito abbastanza per poterla interpretare”. Lo stesso non si può dire degli attacchi terroristici che hanno colpito Parigi: “Io ero in città quando è successo, una mia cara amica è stata colpita da otto pallottole ed è riuscita a sopravvivere e quindi non posso negare che quanto accaduto non mi abbia toccato nel profondo tanto da influenzare la scrittura dei miei prossimi pezzi. Ho già composto una canzone dal titolo Paris, che è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della città”.

Tornando ad argomenti leggeri, ovvero all’estate, Jain ci racconta: “Nei prossimi mesi non starò mai ferma, ho un calendario talmente ricco di concerti da risultare in Francia la seconda artista più programmata dai festival. Stanno cercando di organizzarmi anche qualche data italiana: speriamo bene!”