Lontani i tempi in cui J-Ax e DJ Jad formavano il gruppo rap Articolo 31 e fondavano la crew di artisti Spaghetti Funk, oggi J-Ax prosegue con la sua carriera musicale e percorre anche altre strade del mondo dello spettacolo. Lo abbiamo visto giudice di talent (The Voice of Italy prima, Amici di Maria De Filippi dopo), lo abbiamo visto recitare (più di recente ha fatto un cameo nel film Zeta) e sempre più spesso lo vediamo metter su progetti con Fedez, tra cui il tormentone Vorrei ma non posto.

Varcata la soglia dei quarant’anni da un pezzo, J-Ax ha pensato che fosse arrivato il momento giusto per mettere in cantiere anche la propria autobiografia. E così oggi è nato il volume Imperfetta forma-Autobiografiax, edito da Mondadori, in cui il rapper – ma non solo rapper come abbiamo visto – ha deciso di raccontarsi a fondo, svelando anche particolari di sé che fino a questo momento erano rimasti un po’ nell’ombra.

Uno degli aspetti che emerge di più è senz’altro il background di Alessandro Aleotti (questo il suo vero nome) prima di diventare J-Ax: vita di periferia, a San Giuliano Milanese, “quella che ti segna e ti insegna”, come dice lui stesso. E nonostante gli anni, J-Ax continua a considerare se stesso uno “sfigato” (ma di successo), un “nerd” e un “tamarro” che ha saputo però reagire alla condizione di emarginazione e diventare un vincente.

Tra le pagine della sua autobiografia e in un’intervista al Corriere della Sera, J-Ax racconta anche la sua esperienza negativa con il bullismo. Il rapper ha dichiarato di essere stato etichettato come sfigato nel momento in cui lui stesso ha iniziato a comportarsi come tale. Il bullisimo subito in giovane età l’ha portato ad essere considerato gay, ad essere ghettizzato e preso in giro. Una condizione che oggi J-Ax reputa essere stata una fortuna, perché adesso è in grado di comprendere come possa sentirsi una vittima di tali atteggiamenti. Prima di essere uno “sfigato” di successo, insomma, J-Ax è stato prima di tutto una vittima: esperienza che gli ha consentito, nel corso del tempo, di essere più forte e di ottenere poi tutto quello che è riuscito a conquistare grazie alla sua carriera.