La 65° edizione del Festival del Cinema di Cannes avrebbe dovuto essere ricordato per essere stata una delle edizioni che ha visto il maggior numero di star sul red carpet e per la qualità dei film presentati.

Invece, molto probabilmente sarà ricordata per lo scandalo delle interviste a pagamento.

A dar conto di questo fatto è stata una giornalista che lavora per la rivista canadese MacLean’s. Per i meglio informati, i giornalisti che da anni frequentano la Croisette, non si tratta certo di una novità, ma è la prima volta che tutto ciò viene reso pubblico.

Esiste un vero e proprio tariffario per le interviste, che cambia in base alla popolarità dell’attore o dell’attrice in questione. Le major (le società che guadagnano dai diritti sulle pellicole) giustificano questi pagamenti come “partecipazione alle spese”, ossia un piccolo contributo che i giornali sono chiamati a versare per contribuire alle spese che queste società sostengono per la presentazione dei film a Cannes (alberghi, ristoranti, party e via dicendo).

Le tariffe?

Un’intervista a Brad Pitt costa anche fino a 3000 euro, Kristen Stewart e i suoi colleghi di “On the road” invece, sono intervistabili, tutti insieme, per soli 1500 euro. Per le interviste singole sono richiesti solo 1000 euro a testa.

Quello che ci chiediamo è: ma ne vale la pena?