Paola Turci sta vivendo un periodo positivo, energico e questo lo si sente anche dal suo nuovo album, Il Secondo Cuore (Warner Music), che segue il successo della sua Fatti bella per te, canzone classificatasi al 5° posto all’ultimo Festival di Sanremo e ancora oggi tra le più trasmesse dalle radio italiane (senza parlare del videoclip, che ha superato ormai i 5 milioni di visualizzazioni).
Il Secondo Cuore (che oltre alla suddetta hit contiene anche la cover di Un’emozione da poco di Anna Oxa, sempre presentata nella settimana sanremese) è stato prodotto da Luca Chiaravalli e vanta numerose collaborazioni con artisti come Giulia Ananìa, Marta Venturini, Fabio Ilacqua, Niccolò Agliardi, Enzo Avitabile, Fink e Marco Giallini.
Abbiamo incontrato Paola Turci a Milano: ecco cosa ci ha raccontato nel corso di una bella intervista.

Ti aspettavi di arrivare così tanto alle donne con Fatti bella per te?
“A dire la verità no. Quando ho scritto questa canzone non l’ho fatto con l’intenzione di lanciare un messaggio, ma di raccontarmi senza filtri, esprimere la femminilità in questo momento della mia vita in cui mi sento più forte e al tempo stesso leggera. Ho 53 anni, ma mi sento più giovane di prima, ho allontanato anche ogni tipo di paure e mi sono detta ‘se non piaccio (anche a Sanremo) non importa’. A quanto pare tutto questo è arrivato al pubblico, che ha capito che non mentivo: se sei convinta di quello che dici riesci ad essere convincente e ne ho avuto la prova”.

Cosa ci dici invece dell’incontro con Luca Chiaravalli?
“È stato un incontro felice, sia dal punto di vista professionale che umano. Luca è una persona vera e sono rimasta subito conquistata dalla sua gioia di vivere e da una forte personalità artistica, molto riconoscibile e che è entrata subito in sintonia con la mia. Prima di metterci al lavoro su questo album abbiamo parlato a lungo, gli ho spiegato cosa avrei voluto fare, le mie passioni, i miei riferimenti e ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Volevo che le nuove canzoni riflettessero quell’energia dirompente che sta dentro di me in questo periodo e credo che l’obiettivo sia stato raggiunto”.

Quanto ti senti cambiata rispetto al lavoro precedente?
“Il tratto di strada tra un album e l’altro sembra breve, ma sono successe tantissime cose. Prima di pubblicare il mio ultimo lavoro antologico Io sono, avevo già scritto l’autobiografia Mi amerò lo stesso e questo mi ha aperto una prospettiva nuova. Da quest’ultima è stato infatti tratto il monologo teatrale e poi è iniziato un nuovo percorso che ha dato tanti frutti”.

Tra le collaborazioni de Il Secondo Cuore c’è quella con Enzo Avitabile, che è anche fresco di David di Donatello. Com’è nata?
“Lo conosco da quando ero giovanissima, a poi ci siamo persi di vista. Qualche mese fa mi è capitato di ascoltare un brano della colonna sonora del film Indivisibili di Edoardo De Angelis (quello per cui è stato premiato) e ho scoperto che era un capolavoro. Gli ho scritto su Twitter per dirglielo, lui mi ha contattata e da lì non ci siamo più lasciati. Gli ho chiesto una canzone ed è arrivata dopo due giorni: era Nel mio secondo cuore. Da qui ho scelto come titolo Il Secondo Cuore, che è il luogo dove voglio sempre stare ovvero la musica, la creatività e l’arte,  il mio mondo”.

Nella tracklist troviamo anche una canzone in romanesco, Ma dimme te
“Io e Giulia Ananìa l’abbiamo scritta in un’ora e mezzo. Prende spunto da donne che io ho sempre ammirato come Anna Magnani, ma anche quelle della mia famiglia, da mia nonna a mia madre. Al suo interno era necessaria una voce maschile, quella del tipico uomo romano affascinante e al tempo stesso furbo: così abbiamo pensato a Marco Giallini, che non conoscevo di persona ma mi sembrava perfetto”.

Nelle prossime settimane ti aspettano numerosi impegni, tra cui un concerto l’11 aprile con Paolo Fresu al Teatro Manzoni di Bologna, a favore della Fondazione Francesca Rava NPH Italia (in aiuto ai bambini del Centro Italia colpiti dal terremoto e ai bambini di Haiti colpiti dall’uragano Matthew). Ce ne parli?
“Conosco la fondazione grazie a mia sorella Francesca che opera al suo interno da 12 anni e quando lei mi chiede di organizzare qualcosa lo faccio sempre volentieri. Quattro anni fa avevo già coinvolto Paolo per un concerto a Firenze, ma prima ho voluto portarlo ad Haiti (dove io ero già stata diverse volte) in modo tale che vedesse con i suoi occhi la situazione e ne è rimasto folgorato. Lui stesso sa che i fondi non bastano mai e quindi eccoci qui con un nuovo concerto e spero che sia ancora una volta una serata magica”.