In gara al Festival di Sanremo 2017 con il brano “La prima stella”, Gigi D’Alessio, escluso nella quarta serata del Festival assieme agli altri “pezzi grossi” Al Bano e Ron, si è raccontato ai giornalisti della Sala Stampa Lucio Dalla di Sanremo. Noi c’eravamo e l’occasione è stata ghiotta per fargli qualche domanda sul brano presentato ma anche sul suo futuro da conduttore tv. Voci di corridoio -infatti- lo danno per certo alla conduzione di “Made in sud” il programma comico di Rai 2, così gli abbiamo chiesto una conferma.

“Se avessi portato una canzone d’amore, -racconta il cantante napoletano parlando del brano presentato in gara a Sanremo- qualcuno avrebbe detto “la solita canzone di Gigi D’Alessio”. Ho portato una canzone parlando di sentimenti -perché credo che ognuno di noi ha una persona cara che non ha più. Fa parte della vita. Nel mio caso, 32 anni fa ho perso mamma e lei non mi ha visto crescere, non ha conosciuto i miei figli. Quando perdi una mamma non la puoi sopperire con qualcos’altro perché l’abbraccio di una mamma è particolare e il suo bene non lo troverai da nessuna parte. Io guardavo delle foto ed ho pensato: forse mia mamma non sa le cose come stanno oggi, non sa che un figlio può nascere anche senza far l’amore, che c’è chi è pronto per morire senza avere una croce al muro (mi riferisco all’Isis), non sa che c’è una porta aperta in mezzo al mare per chi cerca di fuggire, parlo di Lampedusa che è una terra meravigliosa che accoglie e salva vite e che addirittura dal vecchio male, parlo del tumore, ci si può salvare e io avrei potuto vederti invecchiare. Credo che almeno una volta nella vita la maggior parte delle persone appena vedono una stella luminosa la associano ad una persona cara che non c’è più”.

Molto apprezzata dai giornalisti in sala la sua partecipazione al Dopo Festival, Gigi D’Alessio ha mai pensato ad una carriera da comico – show man? “Noi napoletani abbiamo la battuta nel sangue, anche tra amici, quando la battuta ti viene la devi fare” dice, così visto che tutti ci girano intorno e nessuno glielo chiede, lo facciamo noi:

È vero che condurrai Made In Sud?

“In questi giorni dovrebbe arrivare la notizia. Io non andrò a condurre, perché non sono un conduttore, è questo che stiamo discutendo, io non sono Carlo Conti, non posso dire “Signori e signore buonasera…vi presento i comici”. Se Made in Sud diventerà un programma dove ci sarà la musica, diciamo che per la parte musicale me ne occuperò io quindi sarò il padrone di casa per ospitare artisti, colleghi anche per interfacciarmi con la parte comica. Non mi metto a fare il presentatore ho un disco in uscita il 24 Febbraio, un tour mondiale… non è che adesso nella mia carriera punto a fare il presentatore, anche se ho fatto il Capodanno di Canale 5, sono stato un padrone di casa: lì non è difficile ma non è conduzione, la conduzione è quella che fanno Carlo e Maria al Festival”.

Il pubblico nei tuoi confronti non ha mezze misure o ti amano o ti odiano, come mai?

“Non si può mettere d’accordo tutti, c’è chi mi vuole morto domani e chi mi vede come Padre Pio. Bisogna far capire a chi mi odia che forse ha un pre concetto. Per la musica meno male che ci sta tanta scelta altrimenti in Italia tutti gli artisti non potrebbero lavorare, lavorerebbe solo uno”.

Ti senti a disagio quando ti dicono “Sei la vita mia”…”Sei l’orgoglio d’Italia” come vivi questi complimenti?

“Sento la responsabilità, sono uno che ama quello che fa e che comunque non sono uno uscito dal Grande Fratello. Adesso si diventa famosi in due settimane, io mi sono fatto 10 anni di conservatorio, ho studiato musica e mi sento un fortunato, perché magari ci saranno persone più brave di me che magari oggi stanno suonando in un piano bar e non hanno la luce giusta per quello che fanno”.