È uno dei film più attesi di ottobre. Un sapore di ruggine ed ossa segna il ritorno alla regia di Jacques Audiard, tre anni dopo Il profeta, pellicola che nel 2009 ha fatto impazzire Cannes. Già, perché la regia di Audiard è secca, dai toni forti, crudi, racconta sempre la verità allo spettatore:

Un sapore di ruggine e ossa prende le mosse dalla raccolta di racconti di Craig Davidson, Ruggine e ossa, che ha letteralmente rapito Audiard:

“Mi piace la scrittura di Craig Davidson. Le sue storie parlano dell’oggi, della crisi, di un mondo selvaggio e barbaro in cui le persone stanno male, lottano disperatamente e si ritrovano a vendere l’unica cosa di cui nessuno le può privare, e cioè il corpo. Mi ha affascinato l’umanità vacillante che viene descritta in Ruggine e ossa e ho avvertito l’esigenza di esplorarla in un film”.

Tutto diventa più facile se nel cast si ha un premio Oscar come Marion Cotillard. Di lei Audiard dice:

“Marion è fantastica, era un po’ che cercavo di lavorare con lei. Siccome era impegnata su un altro set in America, non abbiamo potuto provare insieme prima dell’inizio delle riprese. Ho scoperto il suo talento quando abbiamo cominciato a girare. Abbiamo iniziato dalla scena in cui il suo personaggio, Stéphanie, si risveglia nel suo letto d’ospedale senza gambe. Mentre la recitava, Marion mi stava dando un’informazione importante, era come se mi dicesse: ecco, è questo che ho imparato, vediamo se va bene. Naturalmente andava bene, ed è da lì che siamo partiti”.

Veniamo, infine, al personaggio più discusso di questo film: Stéphanie, donna che perde le gambe e la voglia di vivere, finché qualcuno non l’aiuterà a risorgere. Ecco come Audiard l’ha prefigurata:

 “Nel caso del personaggio di Stéphanie, la menomazione fisica porta a un arricchimento dell’anima. Quello che le viene tolto da una parte, le viene restituito da un’altra. Nel film il suo corpo senza gambe acquista una valenza quasi erotica. Con le gambe, Stéphanie è una donna che non ama gli uomini, che non sa cos’è l’amore. Senza gambe, il suo atteggiamento nei confronti dell’altro sesso cambia, e il personaggio diventa umano, positivo, vitale”.