La popstar canadese Carly Rae Jepsen si è esibita dal vivo il 26 settembre durante la cerimonia conclusiva dell’importante evento equestre Furusiyya FEI Nations Cup Jumping Final, tenutosi presso il Real Club de Polo di Barcellona, già sede delle gare di equitazione dei Giochi Olimpici del 1992.

L’occasione è stata utile per scambiare due parola con la Jepsen, che qui vi proponiamo in forma di intervista, un’esclusiva di Leonardo.it.

D: Partiamo dal video con Tom Hanks. Come hai fatto a convincerlo a girarlo?

A: L’ho corrotto! (ride) A parte gli scherzi, è un amico del mio manager e abbiamo pensato che sarebbe stato divertente che nel video un uomo cantasse al posto mio. In qualche modo, durante una cena, Scooter lo ha convinto. Mi sento davvero fortunata.

D: Sappiamo che le riprese del video sono durate 14 ore, con temperature sotto lo zero!

A: Era una di quelle classiche giornate fredde di New York. Lui è un amico e mi sentivo in colpa perché mi stavo godendo la mia cioccolata calda come a dire “facciamolo ancora”… Per fortuna era di buon umore!

D: Qual è la tua canzone preferita del tuo nuovo album?

A: Credo che “All that” sia la canzone che mi ha maggiormente emozionato sia in fase di scrittura che di registrazione. Appena ho finito di comporla ho capito che avrei dovuto costruire l’album attorno a questa canzone. Sono veramente molto legata a questo brano, è così distante da me e forse è proprio per questo motivo si tratta del mio preferito.

D: Si dice che hai circa 60 diari nei quali annoti le idee dalle quali ricavi le tue canzoni…

A: Da teenager e da bambina avevo una collezione di diari. Non li finivo, mi fermavo a pagina 80 e stop. Ora li considero come una sorta di libri di canzoni. Per Emotion ho scritto ben 200 canzoni prima di arrivare alle 17 dell’album.

D: Come si fa a scremare partendo da ben 200 canzoni?

A: La mia risposta è: molti amici, vino e cene di famiglia. Devi lasciare la decisione agli ospiti. Loro le scelgono, a volte anche litigando, ma alla fine ho avuto la mia top 17.

D: Ok, ma in quanto tempo hai scritto quelle 200 canzoni?

A: Dopo l’uscita dell’album “Kiss”, sono passati due anni e mezzo senza che pubblicassi niente. Mi sono presa del tempo, non ero sicura al 100% di ciò che volevo fare. Sono stata vittima di una sorta di blocco emotivo e per uscirne ho cominciato a scrivere, scrivere e ancora scrivere… Le cose sono andate meglio e man mano e alla fine era fatta!

D: Grande, l’idea del vino!

A: Aiuta a tirare fuori la passione, le persone si trasformano in grandi appassionati di musica dopo un po’ di vino rosso.

D: Che consigli daresti a qualcuno la cui carriera non ha ancora preso il volo anche se ha talentoper superare le difficoltà?

A: Beh, è difficile perché, nel mio caso, credo si sia trattato anche di tempismo e fortuna, fattori che servono sempre. Ricordo però che, quando avevo 26 anni e facevo qualche concerto in Canada, senza sapere cosa mi avrebbe riservato il futuro, ricevetti preziosi consigli da un’insegnante di teatro del liceo che mi disse: “Scoprire qualcosa di diverso su di te, senza che questo ti spaventi è il più bel regalo che puoi farti”. Si è trattato del miglior consiglio che abbia mai ricevuto.