Adriana Volpe è sicuramente una delle donne del momento. Il suo scontro con Giancarlo Magalli, con cui conduceva I Fatti Vostri su Rai2, ha fatto molto parlare dato che lui ha accusato la collega di essere in pratica una raccomandata. Da qui la decisione di scoppiare la coppia televisiva e collocare la Volpe a Mezzogiorno in Famiglia (sempre su Rai2), dove prende il posto di Manila Nazzaro la quale, diciamolo, non ha preso molto bene la decisione dei vertici aziendali e si sta sfogando sui social.

Intanto noi di Leonardo.it, in occasione della presentazione dei palinsesti Rai a Milano, abbiamo intervistato Adriana Volpe per sapere come vanno ora le cose per lei…

Pronta per questo autunno televisivo?
“Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura con Massimiliano Ossini, che conosco da diversi anni e so essere una persona perbene, un vero professionista oltre che un ragazzo bello come il sole! Per me questa rappresenterà una rinascita e non ho alcuna intenzione di guardarmi indietro”.

Come sono ora i rapporti con Giancarlo Magalli?
“Io l’ho querelato e ora la giustizia farà il suo corso: voglio che passi ben chiaro il messaggio che non si può infangare una persona senza poi pagarne delle conseguenze. Poi sono contenta che sia stato riconfermato, perché non auguro a nessuno di perdere il lavoro, soprattutto in un momento difficile come questo. Un vero rapporto umano con lui, in realtà, non c’è mai stato: nell’ultimo anno si respirava un’atmosfera pesante, che si tagliava con il coltello, ci vedevamo solo in studio e lui non mi degnava nemmeno di un saluto”.

Il pubblico però ha dimostrato di essere dalla tua parte…
“Si e non avete idea di quanto questa cosa mi abbia reso felice. Devo ringraziare tutte le persone che in questo periodo mi hanno scritto, non solo sui social ma anche via lettera: tutti loro mi hanno dato una forza incredibile e mi hanno aiutato a superare un momento così difficile”.

Secondo te quanto maschilismo c’è ancora nella tv italiana?
“Il maschilismo non c’è solo nell’ambiente televisivo. Ancora oggi se una donna riesce a farsi strada in settori che prima erano ad appannaggio maschile, come la medicina o la politica (tanto per fare un paio di esempi), si pensa subito che dietro a lei ci sia l’appoggio di un uomo e non la meritocrazia. Voglio farmi portavoce di questa battaglia: le donne fanno una fatica immensa a gestire la propria vita tra carriera e vita privata, non si meritano che dietro a tale sacrificio si crei del chiacchiericcio umiliante”.