Inside Out, il nuovo e attesissimo capolavoro Disney Pixar diretto dal premio Oscar Peter Docter, sta per arrivare al cinema raccontando un esilarante storia all’interno della mente umana. In uscita in tutte le sale cinematografiche il 16 settembre, la pellicola vede come protagonista una giovane ragazzina di 11 anni, Riley, guidata da cinque emozioni: Gioia, Rabbia, Disgusto, Paura e Tristezza. Sarà compito loro garantire una stabilità nella vita della ragazza.

“A cosa mai starà pensando?” Questa è la domanda che tutti i genitori si pongono ogni giorno specialmente quando i propri figli attraversano gli anni dell’adolescenza ed è ciò che la pellicola animata cerca di rappresentare. E questa domanda se l’è fatta anche lo stesso regista rispetto a sua figlia Elie: “Mia figlia ha doppiato il personaggio della piccola Ellie in Up, la vivace ragazzina dai capelli arruffati a cui a quel tempo somigliava molto”, spiega Docter. “Ma quando abbiamo iniziato Inside Out, Elie era più grande, ormai undicenne, ed era diventata tranquilla e riservata. Mi chiedevo: ‘Cosa le passa per la testa e perché è così cambiata?’”.

Le Emozioni sono un po’ come le vocine nella nostra testa” ha spiegato il regista premio Oscar, “Quando abbiamo iniziato a lavorare per questo film, ci siamo guardati intorno per osservare i nostri figli, amici e colleghi, e ci siamo resi conto che tutti hanno un temperamento che prevale sugli altri. Ognuno di noi attraversa periodi di gioia o tristezza, ma alcune persone sono tendenzialmente più felici o più tristi di altre. Riley è una bambina felice. Perciò Gioia è la prima Emozione a manifestarsi nella sua vita e ha un legame molto speciale con lei”.

Una pellicola non solo per bambini ma anche per gli adulti: il produttore Jonas Rivera, infatti, ha dichiarato “Penso che gli adulti, in questo caso i genitori, vedranno il film con occhi diversi. Anche loro si divertiranno ma ne coglieranno un aspetto più profondo. È il genere di film che Walt Disney ha sempre amato fare”.

Oltre al regista premio Oscar Pete Docter (“Up”, “Monsters & Co.”) Inside Out è co-diretto da Ronnie Del Carmen (“La Missione Speciale di Dug”), prodotto da Jonas Rivera (“Up”) e prodotto a livello esecutivo da Lasseter (“Toy Story”, “Cars – Motori Ruggenti”) e Andrew Stanton (“Alla Ricerca di Nemo, WALL•E”). Tra gli sceneggiatori Pete Docter è stato affiancato da Meg LeFauve e Josh Cooley mentre la musica del film è stata creata dal compositore premio Oscar Michael Giacchino (“Gli Incredibili”, “Ratatouille”, “Up”).

Inside Out: la trama

Nella pellicola si intraprenderà un viaggio nel centro di controllo della mente di Riley, localizzato nel Quartier Generale e dove cinque emozioni sono sempre al lavoro guidate da Gioia, dallo spirito sempre ottimista e con una missione importante: garantire la felicità della ragazzina. Questo cercando di gestire anche le altre emozioni: Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza.

Il loro compito diventa più arduo quanto Riley e la sua famiglia si trasferiscono dal Minnesota in una nuova metropoli, San Francisco: le emozioni, infatti, si mettono subito al lavoro cercando di guidarla al meglio attraverso la difficile transizione. In questo intento, però, Gioia e Tristezza vengono relegate in un angolo remoto della sua mente insieme a tutti i Ricordi Base – quelli che formano il carattere e la personalità di Riley – lasciando la ragazza in balia di Paura, Rabbia e Disgusto. Questi, infatti, vogliono farla tornare in Minnesota per creare dei nuovi Ricordi Base, ma il piano fallisce: nel frattempo Gioia e Tristezza vagano in luoghi sconosciuti nella mente di Riley, dalla Memoria a Lungo Termine dino a Immagilandia, il Pensiero astratto fino al Subconscio della ragazza. Le due emozioni incontrano Bing Bong, l’amico immaginario di quanto Riley era bambina, che li aiuterà nel loro disperato tentativo di tornare al Quartier Generale.

Inside Out: le cinque emozioni

I protagonisti principali della pellicola firmata Disney Pixar sono appunto cinque emozioni, ben diverse tra di loro: una scelta ardua, quella fatta dal regista poiché, spiega lo stesso, “Alcuni psicologi ritengono che esistano ben 27 Emozioni. […] Abbiamo giocato con l’idea dell’orgoglio o della Schadenfreude, cioè quel sentimento che ti spinge a gioire delle disgrazie altrui. Ma così sarebbero state troppe, quindi alla fine ne abbiamo scelte cinque”.

La prima emozione è Gioia, il cui obiettivo è quello di fare in modo che Riley sia sempre felice, rappresentando in qualche modo anche l’unico vero desiderio che ogni genitore si auspica per i propri figli: “Vogliamo che i nostri figli siano felici, che abbiano una bella vita, che tutto vada bene” ha spiegato il regista “La vita non va sempre così e dobbiamo adeguarci, e questa è una lezione per tutti noi, anche per Gioia”.  Per questo il personaggio è rappresentato da una tonalità dorata che va a riflettere poi il suo atteggiamento frizzante, ottimista ma soprattutto determinato a trovare sempre il lato buono in ogni situazione.

Paura, invece, ha il compito di proteggere Riley: è sempre all’erta per individuare e valutare potenziali disastri e pericoli nella vita quotidiana della ragazza. Josh Cooley, il narratore, ha spiegato che “È stato uno dei personaggi più facili da concepire, perché capita a tutti di essere soggetti alla Paura in qualche momento della giornata. […] Non è stato difficile immaginare il modo in cui Paura reagisce in una data situazione: le sue reazioni sono sempre esagerate”.  Per questo motivo è stato identificato con un fisico mingherlino e di colore violetto.

Rabbia ha il compito di fare in modo che le cose vadano sempre nel modo giusto per Riley, se bene possieda uno spirito tendente a esplodere letteralmente e reagire in maniere impulsiva quando queste non vanno nella maniera voluta. Anche questo è stato uno dei personaggi più facili da rappresentare “Il rosso era il colore più adatto. Non fa altro che esplodere per via della collera quindi abbiamo pensato che sarebbe stato divertente aggiungere delle fiamme che escono dalla sua testa quando perde le staffe” ha dichiarato il produttore esecutivo John Lasseter.

Disgusto impedisce che Riley venga avvelenata sia fisicamente che socialmente: pensa di aver sempre ragione e tiene sotto controllo tutti, le persone, i luoghi e le cose con cui Riley entra in contatto. Identificata con il colore verde e con una forma che ricorda quella dei broccoli.

Ultima ma non meno importante arriva Tristezza che, come dice Del Carmen “si interroga sul proprio ruolo”. Questa, infatti, è un personaggio insicuro, che vuole dare il suo contributo ma che “deve fare i conti con il fatto di poter essere nociva per Riley”. Identificata con un colore bluastro e con una forma a goccia, Tristezza “è incerta ed esitante, ma è anche dolce e affabile”, dice Docter, “Adora Riley e non vuole altro che il meglio per lei”.