Dal trattore in tangenziale al raccolto sui campi (cinematografici) immaginati da Gennaro Nunziante per salvare la generazione Y dalla disoccupazione e dal precariato. Questa la parabola di Fabio Rovazzi che ne “Il Vegetale”, per la prima volta da attore, dà volto e corpo alla generazione dei millennials che stentano a trovare un lavoro.

Rovazzi interpreta un giovane (che si chiama proprio Fabio Rovazzi) onesto e idealista, laureato in Scienze della Comunicazione, con un padre (che ha il volto di Ninni Bruschetta) disonesto e arricchitosi grazie ad affari illeciti, che lo ha abbandonato per costruirsi una nuova famiglia. Fabio non ha contatti con il padre e lavora distribuendo valantini. Quando però il padre ha un incidente ed entra in coma, Fabio deve prendere le redini della società guidata dal genitore trovando una situazione molto complessa. Inoltre deve farsi carico anche della sorellastra, una bambina testarda e abituata agli agi garantiti dagli intrallazzi del comune padre.

Trovando dei grossi problemi legali ed economici nella società del padre, Fabio decide di chiuderla e di trovarsi un lavoro ce gli consenta di mantenere sé stesso e la sorellastra (la bravissima e giovanissima Rosy Franzese) ma riesce ad ottenere solo uno stage. Purtroppo però lo stage si rivelerà molto diverso dalle sue speranze. Verrà spedito in un paesino nel Lazio, vicino al lago del Turano, per raccogliere pomodori tutto il giorno insieme a degli immigrati. Rovazzi non si darà per vinto e, nonostante le difficoltà incontrate, riuscirà ad ambientarsi e ad impegnarsi al massimo durante lo stage, andando vicino anche a trovare l’anima gemella. Terminato lo stage le porte del lavoro, quello vero, si apriranno finalmente, ma non nel mondo in cui ci si aspetterebbe…

nunziante rovazzi

Volutamente non raccontiamo tutta la trama del film perché ha dei colpi di scena che non vogliamo svelare ai lettori che andranno a vedere “Il Vegetale”. Possiamo dire però che Gennaro Nunziante ha centrato, ancora una volta, l’obiettivo di realizzare un film molto divertente che ha il pregio di raccontare, meglio di tanti altri, la società in cui viviamo e i giovani che la abitano. Se in “Quo Vado” aveva scelto Checco Zalone per raccontare la crisi del posto fisso e i cervelli in fuga dall’Italia, affidandosi dunque alla comicità aggressiva e non politically correct del comico pugliese, con Il Vegetale Nunziante ha preferito la comicità minimal di Fabio Rovazzi, credendo fortemente nelle sue doti di attore e nel suo volto, capace di incarnare un’intera generazione. E il risultato è migliore delle aspettative, anche perché Fabio Rovazzi si è messo totalmente a disposizione di Nunziante, accettando di incarnare questo novello “Candido” alle prese con le cattiverie e il cinismo del mondo del lavoro moderno.

Il film, grazie ad una sceneggiatura solida, alla regia esperta di Nunziante, e a un bel cast che oltre a Fabio Rovazzi vede un ottimo Luca Zingaretti e il già citato Ninni Bruschetta, non ha solo il merito di raccontare il mercato del lavoro e la condizione precaria di tanti giovani in Italia, ma prova anche a lanciare un messaggio, quello del ritorno ai campi e alla coltivazione della terra, che è insieme sostenibile e al tempo stesso fortemente “economico”, indicando una possibile strada per la generazione Y.

Il film, prodotto da Piero Crispino per 3zero2 e co-prodotto da The Walt Disney Company Italia, in collaborazione con Sky Cinema, uscirà nelle sale italiane giovedì 18 gennaio 2018.