Acclamato regista de Il mio piede sinistro e In nome del padre, è Jim Sheridan ad aver diretto il trattamento cinematografico del romanzo Il segreto del 2008 e firmato Sebastian Barry. In età matura Vanessa Redgrave continua a plasmare personaggi che restano nel cuore. È lei la protagonista, Rose, una donna irlandese ricoverata in ospedale psichiatrico da cinquant’anni. Una Bibbia piena d’appunti e disegni confusi è per tutto il personale l’espressione del suo delirio, ma la lucidità della memoria non l’ha mai tradita. Eric Bana impersona uno psichiatra arrivato all’istituto in chiusura per valutare se gli internati senza più una famiglia saranno adatti alla vita fuori. Inizia un racconto del passato che porterà a galla come la donna, al tempo giovane e innamorata, fosse stata rinchiusa.

I suoi flashback ci proiettano nel cuore della seconda guerra mondiale. Il villaggio di Sligo vive di tensioni politiche serpeggianti nell’Irlanda indipendente già da vent’anni, ma tentata da Inghilterra e Commonwealth con l’interventismo della Royal Air Force. Queste vibrazioni fanno da eco lontana come i rombi degli aerei da guerra che seminano ansia attraversando continuamente il cielo di Sligo. Tutto si condensa, socialmente, in una bigotteria religiosa e misogina che opprime le categorie più deboli e insieme necessarie per la sopravvivenza della comunità: le ragazze attraenti colpevoli di affacciarsi alla vita. La colpa fondamentale della giovane Rose è l’aver intrapreso prima un’amicizia con l’affascinante prete del villaggio e poi con un concittadino arruolatosi nella Royal Air Force e precipitato in aereo nel bosco circostante durante un attacco al suo aereo. Tante le accuse, ma la più intollerabile è di aver ucciso con le sue stesse mani il suo bambino appena nato.

La discesa negli inferi di Rose ha il volto di Rooney Mara, perfetta nell’incarnare beltà e inquietudine vittime del sessismo cieco di un’epoca triste. Sheridan dimostra per l’ennesima volta di trovarsi a suo agio in storie dense di tensioni politiche e sociali. Tira i giusti fili drammatici senza eccedere in pietismi e giudizi. Non si scompone mai, rendendoci così sempre più difficile immaginare il finale. Libertà negata, famiglia e amore sono i sentimenti centrali, ai quali però il regista non si piega mai in maniera docile. L’azzeccato trio di protagonisti fa rivivere una dolorosa ruota del tempo riportando alla luce i ricordi di Rose. Anima giovane e vecchia di Mara e Redgrave, osservata, anzi ascoltata dal medico generoso e paziente Eric Bana. Il film, in sala dal 6 aprile, non risparmia colpi di scena, contagiando e scuotendo con curiosità profonda ed emotiva.