Una bella chiacchierata con i protagonisti del cast è l’ideale per apprezzare ancora di più il film Il Rosso e il Blu.

Giuseppe Piccioni, regista del film, non lo considera una riflessione politica sulla scuola, né un trattato sociologico. È il regista stesso a mettere nero su bianco la sua dichiarazione di intenti:

Il Rosso e il Blu vuole essere un film sui desideri, le aspettative, i destini e le disillusioni che sono presenti in ognuno, e diventano inoltre crocevia tra adulti e adolescenti”. Di questa commedia, in parte amara, ma speranzosa e ironica, inizia a parlarne proprio il regista che torna al cinema a tre anni di distanza da Giulia non esce la sera”.

A parlare del tema del film, la scuola, è invece Riccardo Scamarcio, che la trova uguale a come l’ha lasciata:

“Rimane un luogo vero e importante di interazione tra adulti e adolescenti. Ma quelli che sentivamo come problemi, anche pratici, sono rimasti tali, gli scontri continuano ad esserci e lo sforzo di un avvicinamento, di una comprensione da parte degli insegnanti, viene spesso neutralizzata dall’eccessiva omologazione di personalità imposta dai media”.

Una che non aveva un gran rapporto coi libri è Margherita Buy, la quale ha ammesso che

“I grandi incontri, i maestri, le crisi, così come i bagni e i corridoi della tua scuola faranno sempre parte di ciò che ti resta dentro”.

La speranza è che anche un film come Il Rosso e il Blu resti dentro il cuore degli spettatori.