Lunghi applausi all’anteprima milanese di Il ricco, il povero e il maggiordomo, l’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, nelle sale da giovedì 11 dicembre. Il trio comico più amato d’Italia si cimenta stavolta in un’opera sull’avidità e le differenze di classe ai tempi della crisi, che ci colpisce con la consueta comicità che abbiamo imparato ad amare, quella costruita sul ritmo, sui gesti e sulle parole e non sulla volgarità.

Affidato a Manuel Bertacca, alla sua prima prova come regista, Il ricco, il povero e il maggiordomo racconta il tracollo finanziario di Giacomo Maria Poretti, ricco e spregiudicato broker appassionato di golf con uno spettacolare ufficio di rappresentanza nella Diamond Tower di Porta Nuova, a Milano. Il suo fido maggiordomo è Giovanni, cultore di arti marziali e della filosofia giapponese, che intrattiene una liason con Dolores, la sanguigna cameriera sudamericana interpretata da Guadalupe Lancho. I due investono con l’auto Aldo, venditore abusivo al mercato del quartiere che vive con la madre Calcedonia (Giuliana Lojodice), una donna burbera e combattiva che lo tratta come un inetto; nel tempo libero Aldo allena un’allegra e inconcludente squadretta di calcio composta in maggioranza da bambini extracomunitari cui ha affibbiato nomignoli curiosi come China, Chocoblocco, Muffin, Spider Boy e Micio Macho.

Giacomo, un uomo che “ha più avvocati che cravatte”, cerca di evitarsi guai offrendo al malcapitato un risarcimento di mille euro, ma ben presto un colpo di Stato in Burgundi, immaginario Paese africano nei cui bond lo spietato uomo d’affari ha investito, fa venire meno le certezze dei tre: Giacomo perde la casa, la società e l’auto, Aldo la possibilità di comprare con i soldi promessigli un furgoncino e la licenza da ambulante e Giovanni il sogno di sposare Dolores con la liquidazione affidata al suo datore di lavoro perché la investisse. Nel mentre Camilla, l’odiosa e siliconata moglie francese di Giacomo, interpretata ancora una volta da Sara D’Amario scoperta da Poretti mentre recitava in teatro Spingendo la notte più in là, minaccia di chiedere il divorzio.

In questa situazione di emergenza, Giacomo è costretto ad accettare l’invito di Aldo: Giovanni e Giacomo si trasferiscono a casa di Calcedonia, fra mille difficoltà. Nel mentre l’ex uomo d’affari che non riesce ad accettare il fallimento viene folgorato da un’idea, ma ha bisogno di un garante per la banca: riuscirà a mettere in pratica il suo piano e a riconquistare tutto quello che ha perso?

Il ricco, il povero e il maggiordomo non è solo un film sulla crisi: racconta soprattutto l’avidità delle persone e la possibilità che, dopo la caduta e il fallimento (o, meglio, proprio grazie a questi) si possano ritrovare persone e valore prima perduti. Il racconto ha il ritmo dei primi film del trio, come Chiedimi se sono felice anche grazie alla penna di Valerio Bariletti e Pasquale Pastino, e due protagoniste nascoste: Milano e la musica. Bellissima infatti la colonna sonora che rispolvera classici della tradizione meneghina come I vahha put hanga di Walter Valdi e Me cago en el amor di Tonino Carotone e li mixa con inediti, come il brano portante della soundtrack firmato Emis Killa, Che abbia vinto o no (feat. Antonella Lo Coco). Le location sono quelle care ai milanesi: la spettacolare Diamond Tower e  il quartiere Isola con le nuove costruzioni del complesso di Porta Nuova realizzate per l’Expo 2015.