Dopo aver esplorato vari generi, dalle commedie ai thriller fino ai dramma, Gabriele Salvatores intraprende una nuova strada del genere fantascientifico e lo fa con la nuova pellicola, “Il ragazzo invisibile”. Nelle sale italiane dal 18 dicembre, per il nuovo lavoro il regista napoletano ha scelto un mondo del tutto inesplorato del panorama cinematografico italiano, ovvero quello dei supereroi – tipici dei fumetti e film americani – e l’ha rappresentato in una maniera del tutto nuova, con una vena drammatica e a tratti anche comica.

Il ragazzo invisibile è un supereroe adolescente di nome Michele: un ragazzo come molti, con una vita normale in una bellissima città sul mare, una madre apprensiva (a tratti anche troppo) ma che a sua insaputa nasconde un super potere. Questo emerge durante una festa di Halloween, nel momento in cui pensa ardentemente di diventare invisibile e, quasi come un desiderio, sembra avverarsi. Nel corso della storia il ragazzo dovrà affrontare una serie di difficoltà: riuscire a padroneggiare i suoi poteri, il bullismo a scuola, un amore apparentemente non corrisposto, fino ai compagni di classe che scompaiono misteriosamente alla scoperta della sua vera identità. Da questo momento la sua vita subisce una svolta e una minaccia è sempre più incombente: Michele è ricercato dalle spie russe che, come per tutte le persone che come lui hanno dei super poteri, vogliono sottoporlo a test intensivi.

Prodotta dalla Indigo Films di Nicola Giuliano e Francesca Cima, la pellicola segna il debutto del quattordicenne Ludovico Girardello proprio nei panni di Michele e la sesta collaborazione di Salvatores con Fabrizio Bentivoglio, che invece interpreta lo psicologo Basili. Nel cast anche Valeria Golino nei panni della madre di Michele, l’agente di polizia Giovanna, Christo Jivkov nei panni di Andreij, il vero padre di Michele, e Noa Zatta (Stella).

Un lungometraggio decisamente avvincente, per nulla banale o scontato, che fa un po’ il verso ai tipici supereroi americani ma tuttavia ricco di colpi di scena e con un’impronta decisamente italiana: oltre alle vicende del supereroe viene dato riguardo anche la vita privata, gli affetti familiari e i problemi con la scuola, perché in fondo Michele è solo un ragazzino. Questi fattori rendono la pellicola adatta ad ogni genere di pubblico: per i bambini che amano i supereroi – e potranno immedesimarsi proprio nel ruolo del protagonista – e per un target più adulto che, per circa 100 minuti, si riscoprirà bambino

Il finale lascerebbe aperto uno spiraglio di un possibile sequel, del quale non vediamo l’ora di scoprire i dettagli.

Come se non bastasse la pellicola sembra voler diventare un vero e proprio marchio: oltre al lavoro cinematografico la storia di Michele è atterrata anche in un fumetto, una graphic novel divisa in tre parti prodotta da Panini Comics sempre in collaborazione con Rai Cinema e Indigo Films, con i testi di Diego Cajelli e la mano di molti autori impegnati con altrettanti supereroi di Marvel e DC Comics tra cui Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera e Alessandro Vitti. Oltre al fumetto anche un romanzo, scritto per mano degli stessi ideatori dei personaggi della pellicola, Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo dove vengono approfonditi eventi e personaggi: questo ha fatto si che il romanzo diventasse corale, con un supereroe al centro.