Esce nelle sale il 20 aprile il film di Gianni D’AmelioIl primo uomo”, una coproduzione franco algerina, che segna il ritorno al cinema del grande regista sei ani dopo l’ultimo film “La Stella che non c’è”.

Il film “Il primo uomo” è tratta dall’omonimo romanzo di Albert Camus, trovato incompiuto nell’auto dove il grande scrittore trovò la morte nel 1960 e pubblicato postumo nel 1994.

Un film intimo e personale, in cui non è difficile trovare delle congruenze tra la storia raccontata e l’infanzia delle stesso regista.

La storia del “Il primo uomo” è quella di Jean Cormery, uno scrittore nato in Algeria ma emigrato in Francia, che decide di tornare in patria, nel 1957, nel pieno delle contestazioni per l’indipendenza algerina.

Un viaggio nello spazio e nella storia. Lo scrittore ripercorre le tappe della sua infanzia negli anni Venti, segnata dalla morte del padre durante la Prima Guerra Mondiale, accanto alla madre e alla nonna.

Da adulto lo scrittore trova una terra cambiata politicamente ma che conserva ancora il suo fascino solare, in cui, però, non riesce a trovare il suo posto: gli algerini lo vedono come un intruso, se non addirittura un colonialista, i francesi, colonialisti, lo vedono come un possibile pericolo per la loro supremazia.

La politica, però, fa solo da contorno, il punto centrale è quello della riflessione personale sull’uomo che, dopo tanti anni lontano dalla sua terra, vi torna per trovare se stesso e la sua origine.