Da lunedì 11 gennaio tornerà nelle sale Il grande dittatore di Charlie Chaplin, il film più conosciuto del grande comico del cinema muto (che per l’occasione parla per la prima volta), anche a discapito di altre capolavori conclamati come Tempi moderni e Luci della ribalta.

La stesura della sceneggiatura del film inizia nel 1938 con una certa preveggenza, ma il film uscirà solo nel 1940, quando ormai le sorti del mondo di stavano decidendo: la sapida parodia di Adolf Hitler, che ne Il grande dittatore diventa Adenoid Hynkel, raccontava tristemente una realtà in corso più tragica di qualunque previsione catastrofista.

Quella presentata dalla Cineteca di Bologna non è però una versione qualsiasi, ma una nuova opera di restauro effettuata da Il cinema ritrovato, in collaborazione con la prestigiosissima Criterion Collection, dopo la non eccelsa prova fornita dalla BIM nei riguardi di colui che ha creato il personaggio di Charlot.

Ad accompagnare il ritorno nella sale (rigorosamente nella versione originale inglese con sottotitoli in italiano) anche la vendita del corrispondente DVD, parte di un ciclo dedicato proprio a Chaplin in cui era già comparso Tempi moderni.

Il prezioso cofanetto sarà poi arricchito da un libretto contenenti alcuni articoli e da numerosi extra su video che ammontano a oltre 2 ore, tra cui il documentario Chaplin ritrovato, in cui vengono raccontate le fasi della realizzazione, attraverso alcuni materiali reperti nell’archivio della Cineteca.

Tra le tante chicche anche una scena tagliata e riemersa nel 2011, che racconta l’origine del simbolo della doppia croce, la presa in giro della svastica: durante la giovinezza di Hynkel questi si siede su una botte di birra appena verniciata, e sul suo sedere si ritrova stampate proprio le due croci che diventeranno l’icona del suo movimento.

Quello dell’Italia con Il grande dittatore è un rapporto travagliato: la parodia di Mussolini, che nel film si chiamo Benzino Napaloni, non andò giù alle autorità fasciste, che vietarono la proiezione della pellicola almeno fino al 1944.

Molteplici le scene diventate famose della pellicola, tra cui la sinistra danza di Hynkel con il mappamondo e il celebre discorso sulla pace pronunciato dal barbiere ebreo che prende il posto del dittatore.