Silvio Soldini racconta la sua favola ne Il comandante e la cicogna, commedia di un sognatore che fa riferimento ai padri del passato, concentrati ad osservare e commentare il nostro paese nella sua versione attuale. Sdegno e frustrazione sono i sentimenti più comuni nel racconto.Soldini torna al cinema con un film diverso dai suoi due lavori precedenti, dedicato alla povera gente:

Dopo due film fortemente drammatici, in cui raccontavo la realtà in termini quasi documentaristici, ho voluto usare la chiave della commedia, per raccontare il mondo che vedo e quindi di realizzare una commedia molto diversa da quelle che ho già sperimentato, da Pane e tulipani a Agata e la tempesta.

Una delle cose più riuscite della pellicola è sicuramente la presenza di statue parlanti, tra cui un busto di Giacomo Leopardi, al quale Neri Marcoré presta la voce. Ma attenzione a non scambiare Il comandante e la cicogna per un’operetta morale. Ammonisce Soldini:

In realtà, il sentimento che ha guidato il film è stato quello ispirato dal personaggio più importante della storia, che per me è quello della cicogna, dal suo volare in alto e guardare il nostro mondo da quella prospettiva. Abbiamo cercato quello sguardo e quella cifra, di essere distaccati e al di sopra di tutto, soprattutto dell’imperante volgarità dei nostri tempi, e abbiamo cercato di raccontare il presente con ironia e poesia.