Nel 2003 il Boston Globe ricevette il Premio Pulitzer per la sua indagine sui casi di pedofilia accadute in diverse parrocchie e coperti dall’arcivescovo Bernard Francis Law: a circa 15 anni il regista Tom McCarthy con Il caso Spotlight porta su grande schermo quella vicenda, concentrandosi sugli uomini e le donne della quadra investigativa del quotidiano che rischiarono tutto con la loro inchiesta.

La sceneggiatura del film, scritta nel 2013 dal cineasta stesso e da Josh Singer, è stata inserita nella famigerata black list non ancora prodotte, e solo nel 2014 ha catturato l’attenzione di Anonymous Content e Participant Media.

Ad attirare i produttori, seconda la testimonianza di Blye Pagon Faust, è stata l’audacia dei reporter che come Davide con Goia si sono confrontati con una realtà colossale come la Chiesa Cattolica: “Era la storia più incredibile che avessimo mai sentito. I giornalisti del Globe hanno sfidato un’istituzione che aveva potere, soldi e risorse, e hanno dimostrato alla gente che nessuno è intoccabile”.

Il cast del film è costituito da un ensemble incredibile di star della recitazione che parte da Mark Ruffalo (recentemente visto in Foxcatcher), Michael Keaton (rivalutato da Hollywood grazie al premio Oscar Birdman), Rachel McAdams (che abbiamo apprezzato in True Detective 2) e Liev Schreiber (che vedremo presto ne La quinta onda);completano poi il cast John Slattery, Stanley Tucci, Brian d’Arcy James e Billy Crudup.

McCarthy ha preso molto a cuore il progetto de Il caso Spotlight, che d’altro canto ha già dato prova di essere foriero di soddisfazioni, viste le sei nomination conquistate agli Oscar come miglior film, regia, sceneggiatura originale, montaggio e i due attori non protagonisti Mark Ruffalo e Rachel McAdams.

Il cineasta, che ha già alle spalle alcune sceneggiature di ambito legal, è rimasto colpito dall’elemento dello scavo profondo dei reporter coinvolti: “Prima di tutto, trovavo interessante l’idea di questo estraneo, Marty Baron, che arriva da Miami al Boston Globe, e nel suo primo giorno da direttore propone ai suoi giornalisti di indagare sul coinvolgimento della Chiesa Cattolica nei casi di abusi Inoltre, l’impresa dei cronisti del Boston Globe si prestava anche a un appassionato omaggio al giornalismo investigativo. Mi preoccupa molto il fatto che oggi ci sia così poco giornalismo d’inchiesta, rispetto a una quindicina d’anni fa. Questo film mi dava l’opportunità di mostrare l’impatto che può avere sulla gente e sulla società un giornalismo fatto da grandi professionisti. Insomma, cosa può esserci di più importante del destino dei nostri figli?”