Uscirà nelle sale italiane l’atteso Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio, sequel di quel Biancaneve e il cacciatore risalente al 2012, che aveva tentato di lanciare Kristen Stewart nel genere fantasy (ottenendo una burrascosa love story fedifraga tra l’attrice e il regista Rupert Sanders).

A quasi quattro anno di distanza la Universal Pictures ha deciso di puntare su quello che potrebbe divenire un vero e proprio franchise proponendo questo anomalo caso di prequel e sequel allo stesso tempo, dato che ci vengono raccontate le origini del Cacciatore Eric interpretato da Chris Hemsworth e della moglie guerriera Sara, che ha le fattezze di Jessica Chastain. Con in più il gradito ritorno di Charlize Theron nei panni della malvagia Ravenna e l’introduzione di Emily Blunt in quelli della sorella Freya, la regina di ghiaccio.

La storia del film parte dunque da un periodo antecedente alla nascita di Biancaneve, quando Ravenna era ancora impegnata a conquistare reami seducendone i sovrani. Al suo fianco la fedele Freya, per il momento ancora privi di poteri, che si scatenano all’improvviso in seguito alla misteriosa morte della figlia appena venuta al mondo.

Sconvolta dal dolore la strega decide di stabilirsi nelle gelide terre del Nord e creare un proprio regno a partire dai bambini rapiti durante la razzia di alcuni villaggi: questi verranno cresciuti rigidamente come Cacciatori, l’élite guerriera della regina, secondo un’unica regola che prevede la totale rinuncia all’amore, giudicata dalla donna come la peggiore delle menzogne.

Sarà il legame tra Eric e Sara a causare la loro separazione. La storia poi riprenderà dalla disfatta di Ravenna e dal tentativo di liberarsi dello Specchio Magico, che darà il via a una serie di avventure e ritorni inaspettati.

Il regista Cedric Nicolas-Troyan e gli sceneggiatori abbandono le molteplici suggestioni del film precedente, che in parte ne avevano compromesso la riuscita, per mettere in scena un fantasy più semplice nelle sue premesse e lineare nello svolgimento, con un risultato finale di maggiore compiutezza. Le scelte della produzione sono orientate all’intrattenimento – complice anche la presenza di un quartetto di nani, forse la cosa migliore del film – e all’emozione, rappresentata tanto dalla storia tra Eric e Sara, quanto dal tormentato rapporto tra Ravenna e Freya.

Tematicamente sono infatti le ossessioni delle due streghe a dominare Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio, cui si contrappone il legame dei due protagonisti: da una parte c’è quella del personaggio della Theron, il cui desiderio di essere la donna più bella del reame non è altro che un meccanismo di difesa legato a traumi del passato e divenuto un vero e proprio principio; dall’altra il rifiuto di qualsiasi forma di amore di Freya appare come un modo per evitare ogni forma di dolore, rinchiudendosi in una fortezza di ghiaccio e creandosi in modo forzato una sorta di “famiglia” adottiva.

Alternando momenti action, ironici e introspettivi Nicolas-Troyan confezione una pellicola che si non discosta particolarmente dallo standard dei fantasy hollywoodiani, ma che mantiene sempre costante il ritmo nonostante le quasi due ore di durata. Gli attori se la cavano bene e hanno tutti un momento in cui rilucere (Hemsworth in particolare è protagonista di uno scontro risolto con una mossa acrobatica di wrestling), per quanto la Blunt sia costretta in un personaggio poco servito dalla sceneggiatura per quanto sfaccettato.

Nella cornice dell’albergo Principe di Savoia di Milano abbiamo incontrato una delle protagoniste del film, la bellissima Charlize Theron che nel film interpreta la crudele Ravenna. Arrivata in sala stampa con il ritardo che contraddistingue le star, l’attrice ha sfoggiato la classe e l’eleganza che l’hanno da sempre contraddistinta, oltre a un’intelligenza poco comune che ha dimostrato come per lei ogni ruolo non sia semplicemente un lavoro da portare a termine ma anche occasione di riflessione e approfondimento.

L’incontro è subito entrato nel vivo con una domanda sulle possibilità che donano il ruolo di villain a un’attrice. La Theron ha affermato che a prevalere è “una grande sensazione di libertà, dovuta alla presenza di un mondo fantastico come quello del film che permette a un attore di uscire dai limiti della realtà”. Inoltre la figura del cattivo fa sì che “si possa esplorare un personaggio così negativo senza freni. Ed è per questo che mi sono sentita fortunata quando ho saputo di poter interpretare ancora un personaggio così ampio”.

A chi le chiedeva quali fossero i rischi legati al confronto con personaggio molto iconico e conosciuto quale quello della strega-regina malvagia, Charlize ha risposto che “la prima cosa che abbiamo voluto fare è seguire uno stile visivo praticamente opposto a quello del cartone, per svecchiarlo e renderlo più moderno. E quindi lunghi capelli biondi, con un look quasi da gitana. È stato un rischio, ma è anche l’unico modo per affrontare il personaggio e dargli qualcosa di nuovo. E ho sentito che in questo film ho potuto esplorare ancora di più questo aspetto grazie grazie al rapporto con la sorella Freya.”

Interessante anche la sua riflessione sul significato contemporaneo delle fiabe. In particolar modo è stato toccato il tema dei soldati bambini presente nel film, e la Theron ha raccontato di come sia accorta che “in tutte le fiabe ci sono elementi eterni. Quando le vedi capisci che di fondo le storie sono rimaste uguali, essendo racconti ammonitori che ci dicono cosa non fare e che rappresentano la lotta tra il bene e il male. Ma allo stesso tempo è importante non banalizzare questioni importanti come quello che sta avvenendo in Sierra Leone con i bambini soldato, che sono cose estremamente reali: eppure una delle caratteristiche più interessanti del cinema è proprio il suo essere uno specchio, un riflesso di quello che ci circonda.”

Charlize Theron ha infine parlato della sua concezione del femminismo, ribadendo sin da subito che per lei non significa affatto “che le donne odiano gli uomini, per me ciò che è importante è il venire rappresentate in modo onesto e paritario.” E ha poi affermato di essere stata molto contenta quando suo figlio si è appassionato al film Frozen, in quanto dipinge “un altro tipo di amore tra due sorelle, diverso da quello romantico. È tempo che i bambini imparino il valore di ogni tipo di amore. E mi sono concentrata maggiormente su mio figlio perché sono convinta che per risolvere problemi come quello della violenza sulle donne bisogna iniziare a educare in questo modo i nostri ragazzi, in modo che diventino gentleman che trattino le donne nel modo in cui dovrebbero essere trattate. Penso che dovrebbe esserci un equilibrio perché ho paura che quando si parli di femminismo si tenda a isolare la parte maschile della razza umana. Mi considero una femminista che ama e celebra gli uomini.”