Dopo Harry Potter, Il Signore degli Anelli e The Hobbit, l’epic fantasy è divenuto quasi una dipendenza e i produttori lo assecondano alla grande. Ora è il turno della leggenda dell’albero di fagioli e dei giganti cattivi: Il cacciatore di giganti. Una fiaba per bambini più che un’avventura per adulti, con una trama che lascia un po’ insoddisfatti per la banalità dello sviluppo, ma anche per mancanza di scene o effetti esilaranti.

Ci si può aspettare di più da Bryan Singer, regista di X-Men, e dalla Digital Domain di James Cameron che cura gli effetti visivi del 3D . Il film nelle sale dal 28 marzo 2013 porta in scena una folla di mostri giganteschi dalle fattezze orrorifiche, frutto della commistione con un’altra storia del folklore nordico, Jack l’ammazza giganti.

Con un budget che ha sfiorato i duecento milioni di dollari, al momento negli States il film ha incassato meno di un terzo (penalizzato anche dal divieto di visione ai minori di anni tredici se non accompagnati). Un progetto imponente per una storia molto semplice e con personaggi vagamente abbozzati che racconta di Jack (un Nicholas Hoult, bambino cresciuto di About a boy), giovane contadino rimasto orfano che per sbaglio fa bagnare i magici fagioli che crescono fino al mondo di sopra, popolato da una terrificante popolazione di giganti.

Visione ad ogni modo consigliata al popolo femminile grazie a un Ewan McGregor decisamente godibile.