Sono ben pochi i film che in questi anni sono stati prodotti dalla Palestina, per ragioni più che evidenti: in un territorio provato da un conflitto pluridecennale l’industria cinematografica non ha avuto modo di prosperare. Ma The Idol potrebbe contribuire a cambiare almeno un po’ questa situazione.

Il film in uscita in Italia il 14 aprile infatti potrebbe incontrare l’entusiasmo di tantissimi spettatori grazie a due elementi fondamentali: da una parte il ricorso a una storia vera come quella accaduta Mohammed Assaf, dall’altra l’appartenenza a un genere ben codificato e molto popolare come quello del talent show portato su grande schermo.

La storia infatti racconta di come nel 2013 il ventiduenne rifugiato palestinese sia riuscito a vincere Arab Idol, versione locale di American Idol, infiammando i cuori di un’intera nazione e donando a tutti un barlume di speranza. L’evento televisivo è stato uno dei più visti nella storia araba, con 10 milioni di persone nell’intera regione incollati davanti allo schermo.

A esprimere l’estrema importanza della vicenda, che lo ha convinto ad accettare la proposta, è il regista palestinese Hany Abu-Assad, già vincitore di un Golden Globe e di un Premio della Giuria nella sezione Un Certain Regard con Omar “È una storia di speranza e successo, dove un fratello e una sorella sono capaci di trasformare i loro svantaggi in benefici, ciò che è impossibile diventa possibile, chi proviene dal nulla e supera tutte le difficoltà, sconfigge la povertà, l’oppressione e l’occupazione.”

Questa la trama del film. Mohammed Assaf e sua sorella Nour, vivono a Gaza, la loro casa che considerano anche il loro parco giochi. Insieme ai loro migliori amici Ahmad e Omar qui fanno musica, giocano a calcio e hanno il coraggio di sognare in grande. La loro band è alla buona, utilizzano vecchi strumenti musicali, ma nonostante tutto hanno grandi ambizioni.

Mohammed e Nour desidererebbero cantare all’Opera Hall del Cairo; per raggiungerla sarebbe necessaria una vita intera, ma Mohammed scoprirà che per alcuni sogni vale la pena di lottare.

Per pagarsi gli studi universitari canta ai matrimoni e guida un taxi. Anche quando l’assedio nel territorio di Gaza si intensifica, e si vive in una situazione sempre più minacciosa, Mohammed sa di avere un dono raro; con la sua voce può far sorridere e dimenticare i problemi e i dolori.

Una sera, ecco la possibilità che il sogno si avveri: sente in tv che i provini per Arab Idol, si svolgono al Cairo. I confini sono chiusi. Sembra non esserci via d’uscita. Ma la voglia di realizzare un sogno è più forte di ogni ostacolo…